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INTRODUZIONE
Il decreto legislativo n. 112 del 31 marzo 1998,
art.108 attribuisce alle Regioni le funzioni relative "agli
interventi per l'organizzazione e l'utilizzo del volontariato".
Va superata, pertanto, la visione del servizio che può rendere
il Volontariato come "ausiliario" agli interventi operativi
di protezione civile sul territorio rendendo gli stessi parte integrante
delle attività di Protezione Civile.
Risulta necessario quindi incanalare le risorse poste a disposizione
dal Volontariato in un giusto quadro di coordinamento e di valorizzazione
delle stesse.
Il documento è una proposta per il coordinamento dell'impiego coordinato
della "Struttura Operativa Volontariato".
Questa proposta è la sintesi di esperienze e convincimenti maturati
in questi anni sull'argomento da molte Regioni e dal Dipartimento
di Protezione Civile.
L'assunto centrale di questa proposta è che attraverso il livello
regionale sia possibile arrivare ad una adeguata programmazione
dei soccorsi , e proprio su questo livello di programmazione il
Dipartimento potrà intervenire con un aumentata capacità di coordinamento
e di raccordo con le singole realtà regionali.
IL RUOLO DEL VOLONTARIATO
La documentazione storica è testimone di questa presenza attiva
che ha portato un contributo importante nei momenti di grande emergenza:
alluvioni, terremoti, incendi, e altre catastrofi.
Questo impegno è stato messo in maggior risalto con la diffusione
dei mezzi di comunicazione di massa che hanno potuto documentare
il lavoro svolto dai volontari accorsi nelle varie regioni colpite
in questi ultimi decenni.
L'esperienza, tuttora in corso, in alcune Regioni ed in particolare
con il "Progetto pilota per una forza di pronto impiego del
volontariato nella regione Lazio" sta dimostrando, anche al
di là delle semplici valutazioni operative, la validità di questo
percorso organizzativo.
Sia a livello nazionale che di comunità locali appare ormai chiara
l'esigenza di approntare un organizzazione capace di affrontare
i temi della protezione civile superando le contrapposizioni settoriali
e ideologiche, la diffidenza o la scarsa capacità di collaborazione
tra istituzione e volontariato.
Nell'emergenza provocata da qualsiasi tipo di calamità per rispondere
con la indispensabile prontezza ed efficienza è necessario disporre
di una struttura preventivamente organizzata e formata quale la
colonna mobile volontaria che presuppone inoltre un consolidato
rapporto con le istituzioni pubbliche di protezione civile.
Questo rapporto non può essere perseguito evidentemente in occasione
di interventi di emergenza, ma costruito nel periodo precedente
l'emergenza, deve diventare cioè , intento e prassi ordinaria per
la costruzione delle risorse necessarie ad una adeguata risposta
sia alle situazioni critiche di
livello locale che alle grandi catastrofi che colpiranno il Paese.
LA FORZA DI PRONTO IMPIEGO (colonne mobili regionali)
L'obbiettivo principale è quello di costituire delle forze di pronto
impiego in ogni regione composto da organizzazioni di Volontariato,
compresi i Gruppi Comunali di protezione civile .
Si ritiene contestualmente indispensabile garantire una qualificata
formazione dei singoli volontari, omogenea a livello nazionale,
comune in tutte le costituenti "colonne mobili".
Nella costruzione delle colonne mobili regionali del volontariato
è necessario evidenziare che a cura delle stesse Regioni sono e/o
possono essere attivate apposite convenzioni con Enti Locali, Aziende
Municipalizzate, Consorzi di Bonifica ecc.
per l'organizzazione
dei specifici interventi di
protezione civile utilizzando le qualifiche risorse umane e materiali
già disponibili.
LE RISORSE
Lo strumento che si individua, per disciplinare e garantire il
coordinato e corretto utilizzo delle risorse umane e materiali presenti
sul territorio regionale, è quello della convenzione.
Le convenzioni potrebbero prevedere, in analogia con quelle già
operative in altri settori, la fornitura e/o la cessione in uso
da parte delle Regioni di mezzi ed attrezzature finalizzate a migliorare
la capacità di effettuare interventi di protezione civile con le
modalità richieste dai Servizi Regionali e Nazionali di Protezione
Civile.
Al fine di coordinare e ottimizzare sul territorio la presenza
dei mezzi di Protezione Civile delle organizzazioni di volontariato,
l'istruttoria delle pratiche di richiesta di contributi in tal senso,
effettuate dalle organizzazioni stesse facenti parte delle colonne
mobili, in base all'art. 2 DPR 613/94 potranno essere coordinate
direttamente a livello regionale.
Inoltre la copertura dei costi per il
potenziamento tecnico della colonna mobile del volontariato, potrà
essere assicurata, mediante i contributi previsti dal D.P.R. 613/94,
da altre leggi e dai finanziamenti o cofinanziamenti regionali e/o
di altri enti locali.
LA FORMAZIONE
La formazione dei volontari dovrà essere la più omogenea possibile
nei programmi e nei linguaggi su tutto il territorio nazionale,
la stessa dovrà prevedere l'attestazione dell'avvenuto percorso
formativo teorico-pratico.
La realizzazione delle colonne mobili regionali del volontariato
presuppone adeguati programmazione ed addestramenti delle risorse
umane destinate ad affrontare l'emergenza.
Il Dipartimento della Protezione Civile nell'espletamento delle
proprie funzioni di indirizzo e coordinamento provvederà ad elaborare
dei programmi didattici di massima, d'intesa con le Regioni.
EQUIPAGGIAMENTO
Sarà necessario arrivare a definire l'equipaggiamento "tipo"
per omogeneizzare le uniformi ecc., dei volontari.
a. Utilizzo da parte del volontariato della divisa e cappello della
propria Associazione (con il tempo dovranno essere superati gli
stemmi ministeriali di Protezione Civile che attualmente creano
notevole confusione)
b. Garantire ad ogni volontario il possesso , in zona di operazione
di una adeguata dotazione personale rispetto alla specializzazione
in regola con le vigenti norme di legge (vedi L. 626/92
) e
un gilet di colore giallo ad alta visibilità, idoneo ad essere vestito
sopra alla propria
divisa, avente le seguenti caratteristiche:
b1) indicazione scritta
Colonna Mobile Regionale Volontariato
Regione di provenienza
Tesserino unico identificativo rilasciato da Regione (o)
Provincia
Stemma Servizio nazionale
LA STRUTTURA ORGANIZZATIVA
IL FLUSSO DECISIONALE E POTENZIAMENTO STRUTTURA
ORGANIZZATIVA
Lesperienza maturata in questi anni ha evidenziato limportanza,
al fine di avere una risposta efficace, di un efficiente flusso
decisionale incardinato su:
procedure di allarme certe e chiare;
una catena decisionale con il minor numero possibile di referenti.
A tal fine si propone la creazione della figura del coordinatore
e/o quella del referente regionale del Volontariato di Protezione
Civile e di quella del coordinatore e/o referente provinciale. Tali
figure (liberamente espresse dalle organizzazioni di Volontariato
) saranno i referenti /interfaccia con
organi di Protezione Civile quali il Dipartimento, la Regione,
le Province, i Comuni, le Prefetture e le organizzazioni di Volontariato
per la ricezione e il rilancio degli allarmi.
CARATTERISTICHE GENERALI
La composizione delle colonne mobili va posta in relazione alla
tipologia degli scenari nei singoli territori regionali degli eventi
massimi attesi
1.Rischio idrogeologico
1.a Alluvione
1.b Frana
1.c Dighe
2.Rischio sismico
3.Rischio Vulcanico
4.Rischio industriale
5.Rischio incendio boschivo
6.Eventi meteorologici estremi
6.a Trombe d'aria
6.b Nevicate
6.c Grandinate
6.d Mareggiate
7.Emergenze
7.a Viabilità in genere/trasporti
7.b Socio-assistenziale
7.c Ricerca persone scomparse
Per un utilizzo razionale delle risorse umane
e materiali disponibili sul territorio si propone la realizzazione,
come tasselli costitutivi della Colonna Mobile Regionale, di "colonne
mobili provinciali" o in relazione alle scelte locali interprovinciali,
di primo impiego, con tempo di approntamento il più rapido possibile,
caratterizzato da agilità di spostamento e impiego, autonomia logistica
e organizzativa. formate indicativamente da volontari specializzati.
L'aggregazione di più colonne provinciali
costituite con attrezzature modulari fra loro, integrata con la
dotazione di alcune tipologie di mezzi di valenza regionale, formerà
la colonna regionale con tempo di approntamento più lungo (6-24
ore) per interventi in macro-calamità caratterizzata da tempi di
spostamento più lunghi per la presenza di mezzi pesanti, unità specializzate
nella logistica per l'assistenza alle popolazioni, il ripristino
delle utenze, assistenza sanitaria di secondo livello, ecc.
Si riporta in allegato un ipotesi di configurazione, completa di
dotazioni di uomini e mezzi.
NOTA FINALE
Per una corretta gestione delle colonne mobili andranno inoltre
definiti i seguenti punti ;
utilizzo frequenze radio;
procedure di attivazione nelle emergenze di tipo "C"
da parte del
Dipartimento della Protezione Civile
aspetti giuridici vari.
PROPOSTA DI COLONNA Modulo provinciale
N° 60/70 Volontari con le seguenti specializzazioni
:
telecomunicazioni
Unità cinofile di soccorso
Sub
Soccorso Alpino
Gruppi Tecnico ingegneristici
Pronto Soccorso Sanitario
Socio assistenziale
Antincendio Boschivo
Logistica (cuoco, elettricista, falegname
ecc. )
Segreteria
Tecnico operativo
Vigilanza in genere (monitoraggio aereo,
ambiente, ecc. )
MEZZI E DOTAZIONE
1.N. 1 fuoristrada attrezzato
2.N. 1 container per segreteria completo
di attrezzature uso ufficio e
radio
3.N. 1 ambulanza
4.N. 1 autocarro fuoristrada polivalente
da 35 p.li
5.N. 1 container officina
6.N. 1 container magazzino
7.N. 1 container uso cucina completo di relativa
attrezzatura per
200-250 pasti
8.N. 2 container uso servizi igienici (8
box bagno/ doccia)
9.N. 1 tendone automontante uso mensa, completo
di tavoli, sedie,
riscaldamento, brande, compressore ed impianto
elettrico
10.N. 4 tende automontanti da 10 posti (modulari)
complete di
riscaldamento, brande, compressore ed impianto
elettrico
11.N.4 roulotte da 4 posti letto
12.N. 1 generatore di corrente silenziato
da 40 KW
13.N. 1 torre faro da 12 KW carrabile su
strada
14.N. 2 mezzi antincendio boschivo
15.N. 1 carrello rimorchio
16.N. 5 motopompe per scantinati
17.N. 1 motopompa carrellata da 80 lt/sec.
18.N 1 pulmino trasportapersone
IPOTESI COLONNA MOBILE REGIONALE
COLONNA PROVINCIALE PER N. PROVINCE INTEGRATA CON LA
SEGUENTE DOTAZIONE
N. 3 autocarri polivalenti da 35 quintali
N. 3 sale radio complete di attrezzature istallati su mezzi mobili
N. 3 cisterne acqua potabile da 2500/5000 litri
N. 3 gommoni
N. 1 tendone automontante per animazione o punto di incontro complete
di riscaldamento e impianto elettrico.
Inoltre nel caso di assistenza alla popolazione, ogni Regione dovrà
prevedere moduli per capi di soccorso da circa 250 posti con le
seguenti caratteristiche:
tende ministeriali per 250 posti letto;
impianto elettrico e riscaldamento campo;
N. 4 blocchi igienici/doccia;
N. 1 postazione medica avanzata formata da N. 3 tende automontanti;
N. 1 container medico;
N. 1 container socioassistenziale;
N. 1 container servizi generali;
N. 2 autoambulanze;
Per il trasporto delle attrezzature è necessaria della stipula
di apposite convenzioni con aziende pubbliche e/o private.
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