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A cura dellarch.
Raimondo De Paula C.O.P.C. "Falchi del sud" - Napoli |
| Ciò che accade fortuitamente, buono o negativo, evento sfortunato. Evento imprevisto e immediato, dovuto o insorto in occasione del lavoro e che provoca nellorganismo una lesione o unalterazione funzionale permanente o passeggera. | |
| Agenzia di Protezione Civile |
È dotata di personalità giuridica e dautonomia regolamentare,
amministrativa, finanziaria, patrimoniale e contabile. Ad essa sono trasferite
le funzioni ed i compiti tecnico - operativi e scientifici, in materia
di p.c. svolti dalla Direzione generale dei servizi antincendio e p.c.
del Ministero dellInterno, dal Dipartimento della p.c. della Presidenza
del Consiglio dei Ministri e dal Servizio sismico nazionale.
Determinata dal D. Leg. n. 300 del 30/07/1999. Sono organi dellAgenzia: a) il direttore; lAgenzia svolge compiti relativi a:
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Allarme |
Scatta al verificarsi dellevento calamitoso od anche nellipotesi del pericolo grave ed imminente per lincolumità delle persone, di danni gravi ed irreparabili agli abitati nonché a strutture ed impianti di prima necessità o che, se danneggiati, possono costituire fonte dulteriori e più gravi conseguenze dannose; consiste, nel comunicarne immediata notizia allautorità competente per territorio. |
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Area di raccolta |
Area, localizzata nellarea di sicurezza destinata al concentramento delle vittime. Corrisponde al PMA nei casi in cui non è disponibile una struttura dedicata (tende o containers). |
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Area di sicurezza |
Zona immediatamente circostante lArea dellevento, di dimensioni commisurate allentità del pericolo residuo, da mantenersi sgombra. |
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Area Mezzi di soccorso |
Aree adiacente al PMA o allarea di raccolta riservata allafflusso, alla sosta ed al deflusso delle ambulanze e degli altri mezzi di soccorso. |
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Aree dammassamento dei soccorritori e delle risorse
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Luoghi, non soggetti a rischi ambientali, dove dovranno trovare sistemazione idonea i soccorritori e le risorse necessarie a garantire un razionale intervento nelle zone demergenza. Tali aree dovranno essere ubicate nelle vicinanze di risorse idriche, elettriche ed avere possibilità di smaltimento delle acque reflue. Il periodo di permanenza di tali aree sarà compreso tra poche settimane e qualche mese. |
| Luoghi, non soggetti a rischi ambientali, di ricongiungimento dei nuclei familiari e di prima accoglienza. In tali aree la popolazione riceverà le prime informazioni sullevento ed i primi generi di conforto. Il periodo di permanenza di tali aree sarà compreso tra poche ore e qualche giorno. | |
| Aree destinate, in caso demergenza, ad uso di protezione civile. In particolare, le aree dattesa sono luoghi di prima accoglienza per la popolazione immediatamente dopo levento; le aree dammassamento dei soccorritori e delle risorse rappresentano i centri di raccolta duomini e mezzi per il soccorso della popolazione; le aree di ricovero della popolazione sono i luoghi in cui saranno istallati i primi insediamenti abitativi o le strutture in cui si potrà alloggiare la popolazione colpita. | |
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Luoghi, non soggetti a rischi ambientali, in cui saranno installati i primi insediamenti abitativi. Tali aree dovranno essere ubicate nelle vicinanze di risorse idriche, elettriche ed avere possibilità di smaltimento delle acque reflue. Il periodo di permanenza di tali aree sarà compreso tra pochi mesi e qualche anno. |
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Aree funzionali |
Trattasi daree comuni a tutti i tipi di rischio e che individuano le funzioni fondamentali che consentono, una volta confrontate con gli organismi, di risolvere i problemi di coordinamento e dindirizzo; Queste sono: |
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Attivazioni in emergenza |
Rappresentano le immediate predisposizioni che dovranno essere attivate dai centri operativi. |
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Attività daddestramento |
La formazione degli operatori di protezione civile e della popolazione tramite corsi ed esercitazioni. |
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Attività di protezione civile |
Le attività volte alla previsione e alla prevenzione delle varie ipotesi di rischio, al soccorso delle popolazioni sinistrate ed alle altre attività necessarie ed indifferibili dirette a superare lemergenza connessa agli eventi calamitosi. |
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Unità elementare di suolo dal quale le acque pluviali o di fusione delle nevi e dei ghiacciai, defluendo in superficie si raccolgono in un determinato corso dacqua direttamente o a mezzo daffluenti. Legge 183/1989. |
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Board games |
Sono "giochi da tavolo" che simulano i problemi che verrebbero a configurarsi
nel corso di una reale emergenza. |
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Brain storming |
E una tecnica utilizzata nella redazione dei programmi di previsione e prevenzione e dei piani demergenza, nonché nelle simulazioni ed esercitazioni; Consiste nellipotizzare scenari catastrofici probabili su un dato
territorio, area di teatro, in relazione ai quali si decidono gli interventi
necessari, fingendo di utilizzare le risorse disponibili, le funzioni
operative in attività di soccorso, il tutto coordinato in ambiti
di competenza normativamente previsti. |
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E un evento naturale o legato ad azioni umane, nel quale tutte
le strutture fondamentali della società sono distrutte o inagibili
su un ampio tratto del territorio. Da tale accadimento conseguono effetti
dannosi per una pluralità di persone, con riferimento alla loro
vita ed ai loro beni. Dogni disgrazia pubblica: in origine è
un flagello. |
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Calamità antropica |
È quellevento che trova nelluomo lagente provocatore,
che può essere consapevole od inconsapevole, per commissione od
omissione dattività. |
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Calamità naturale |
È quellevento dovuto a cause insite strutturalmente in natura
(es. terremoto, tsunami, alluvione, nubifragio, tifone, ciclone, bufera,
mareggiata, nevicata, ecc.) che per intensità ed estensione può
richiedere di essere fronteggiata con mezzi e poteri straordinari. |
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Cancello |
Punti obbligati di passaggio per ogni mezzo di soccorso, particolarmente
se provenienti da territori confinanti, per la verifica dellequipaggiamento
e lassegnazione della zona doperazioni. Sono presidiati preferibilmente
da uomini delle forze di polizia (Municipali o dello stato) eventualmente
con operatori del soccorso sanitario, ma comunque in collegamento con
le centrali operative es. 118 o le strutture di coordinamento della Protezione
Civile attivate localmente ( C.C.S., C.O.M.,
C.O.C.). |
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Cantiere |
Area che costituisce lunità elementare dintervento,
individuata, a seconda i casi, sulla base di criteri topografici o funzionali
in modo da consentire unottimale distribuzione delle squadre di
soccorso. (esempio: le macerie di uno stabile crollato, un troncone di
fusoliera di un aeromobile precipitato, una carrozza ferroviaria di un
convoglio deragliato, un piano di uno stabile incendiato, ecc.) Più
"Cantieri" possono essere raggruppati in un unico "Settore". |
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Cataclisma |
Grande inondazione e in particolare il diluvio; in senso figurato, disastro
e soprattutto sconvolgimento in uno stato, in una società. Sconvolgimento
della superficie terrestre dovuto a terremoto, diluvio. |
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Catastrofe |
E un evento, non importa di quale entità e con quali conseguenze
sia sulle persone sia sulle cose, provocato vuoi da cause naturali che
da azioni umane, nel quale però le strutture fondamentali della
società rimangono nella quasi totalità intatte, efficienti
ed agibili; essa produce unimprovvisa e grave sproporzione tra richiesta
di soccorso e risorse disponibili, destinata a perdurare nel tempo. (oltre
dodici ore), ed è tale da dover essere fronteggiato con mezzi e
poteri straordinari (legge n. 225/92 art. 2 lett. c). |
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Catastrofe ad effetto limitato |
Evento che coinvolge un numero elevato di vittime, ma non le infrastrutture
di un determinato territorio, producendo una temporanea, ancorché
improvvisa e grave, sproporzione tra richiesta di soccorso e risorse disponibili.
(denominato anche incidente maggiore). |
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Catena di soccorsi |
Sequenza di dispositivi, funzionali e/o strutturali, che consentono la
gestione del complesso delle vittime di una catastrofe ad effetto più
o meno limitato. Consiste nellidentificazione, delimitazione e coordinamento
di vari settori dintervento per il salvataggio delle vittime, lallestimento
di una noria di salvataggio tra il luogo dellevento ed il PMA e
lallestimento di una noria devacuazione tra il PMA
egli ospedali. |
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Catena straordinaria dei soccorsi |
Identica alla catena dei soccorsi resa maggiormente complessa dalle dimensioni
dellevento o da alcune caratteristiche ambientali particolari. Abitualmente
si differenzia per linterposizione di uno o più centri medici
devacuazione, o CME, lungo la noria devacuazione. Sinonimi
o equivalenti funzionali dei CME sono gli ospedali da campo, le navi ospedale,
le unità mobile medico chirurgiche. |
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Dispositivo strutturale di trattamento sanitario delle vittime che in
genere è attivato in caso di catastrofi coinvolgenti un territorio
particolarmente esteso. E localizzato lungo il percorso della noria
devacuazione per permettere di stabilizzare il trattamento dei feriti
ed ottimizzare, su più ampia scala, lutilizzazione delle
risorse di trasporto sanitario o quelle di cura definitive. Ad uno stesso
CME possono afferire più PMA. E sinonimo
dospedale da campo. | |
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Centrale Operativa (CO) 118 |
Centrale operativa del servizio urgenza ed emergenza medica-118. |
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Centro Applicazione e Studi Informatici (CASI) |
Fa parte del servizio emergenze del Dipartimento della p.c. e cura la
gestione dei collegamenti via terminale, di banche dati necessarie ad
affrontare efficacemente eventi calamitosi. |
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Centro Assistenziale di Pronto Intervento (CAPI) |
Consiste in un deposito di materiale vario da utilizzarsi in caso di calamità. Ve ne sono 14 in tutta Italia e fanno capo alle seguenti prefetture: Alessandria, Ancona, Bologna, Cagliari, Caserta, Catania, Catanzaro,
Firenze, Palermo, Potenza, Reggio Calabria, Roma, Temi e Trieste. |
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Rappresenta il massimo organo di coordinamento delle attività
di Protezione Civile a livello Provinciale. E composto dai responsabili
di tutte le strutture operative presenti sul territorio provinciali. I
compiti del C.C.S., consistono nellindividuazione delle strategie
e delle operatività dintervento necessarie al superamento
dellemergenza attraverso il coordinamento dei C.O.M..
Insediato in una sala attrezzata con apparecchi telefonici, telematici
e radio ricetrasmittenti che si possono sintonizzare su frequenze radio
utili, in questa struttura si provvede alla direzione ed al coordinamento
degli interventi di p.c. in sede provinciale. | |
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E in emergenza lorgano di coordinamento delle strutture di
protezione civile sul territorio colpito, ed è costituito da unArea
Strategia, nella quale afferiscono i soggetti preposti a prendere decisioni,
e da una Sala Operativa, strutturata in funzioni di supporto.
La DI.COMA.C. (Direzione Comando e Controllo)
esercita, sul luogo dellevento, il coordinamento nazionale; il C.C.S.
(Centro Coordinamento Soccorsi) gestisce gli interventi a livello provinciale
attraverso il coordinamento dei C.O.M. (Centro
Operativo Misto) che operano sul territorio di più Comuni in supporto
allattività dei Sindaci; il C.O.C.
(Centro Operativo Comunale), presieduto dal Sindaco, provvede alla direzione
dei soccorsi e dellassistenza della popolazione del comune. | |
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Centro Operativo Aereo Unificato (COAU) |
Fa parte del servizio emergenze del Dipartimento della
p.c. e svolge lattività di coordinamento operativo essenzialmente
in missioni di volo per la lotta agli incendi boschivi, a favore delle
regioni. |
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Centro Operativo Combinato |
È costituito a livello centrale presso il Ministro per il coordinamento
della p.c., per la direzione ed il coordinamento in emergenza degli interventi
di p.c.. |
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Centro Operativo a supporto del Sindaco per
la direzione ed il coordinamento degli interventi di soccorso in emergenza. | |
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Centro Operativo Emergenze in Mare (COEM o PROCIPILMARE) |
Fa parte del servizio emergenze del Dipartimento della p.c. e si occupa
del soccorso aereo in mare in prossimità daeroporti costieri,
della lotta allinquinamento marino e della nave della p.c.. |
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Centro Operativo Interforze (COI) |
È costituito presso lo stato maggiore dellesercito per la
pianificazione ed il coordinamento specifico degli interventi delle forze
armate in concorso. |
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Centro Operativo Locale (C.O.L.) (AIB) |
È una struttura costituita localmente (stazione del Corpo Forestale dello Stato) nellambito del sistema integrato di lotta agli incendi boschivi; controlla unarea più o meno estesa del territorio comunale od intercomunale. Ad esso sono collegate diverse stazioni fisse di rilevamento ed é predisposto a ricevere comunicazioni (AIB) da aerei, finalizzate allavvistamento. Valuta sulla base delle informazioni, lesigenza dintervento
aereo e la segnala al Centro Operativo Provinciale (C.O.P.) |
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Centro operativo che opera sul territorio di più Comuni in supporto alle attività dei Sindaci. Serve per la gestione ed il coordinamento degli interventi esecutivi di p.c. in sede locale, intercomunale o comunale; I COM fanno capo al CCS. | |
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È una struttura costituita a livello provinciale nellambito del sistema integrato di lotta agli incendi boschivi; Provvede al coordinamento dellattività di tutti i COL di
competenza, al controllo ed alla gestione dellintervento e delle
risorse a livello provinciale, al collegamento operativo con il COR. | |
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Centro Operativo Regionale (COR) |
È una struttura costituita a livello regionale nellambito del sistema integrato di lotta agli incendi boschivi; Provvede al coordinamento di tutte le attività in materia. |
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Centro polifunzionale della protezione civile (CESI) |
È una struttura di supporto ad ogni attività di p.c.; Trovasi in Castelnuovo di Porto (Roma) e dipende dal Servizio Emergenze del Dipartimento di p.c.. Fa parte del servizio emergenze del Dipartimento Centro Situazioni della p.c. e funziona ininterrottamente per qualsiasi evenienza o segnale demergenza; Provvede agli interventi più importanti ed immediati. |
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Centro Situazioni |
E il centro nazionale, che raccoglie e valuta informazioni e notizie
relative a qualsiasi evento che possa determinare lattivazione di
strutture operative di protezione civile. In situazioni demergenza
si attiva come Sala Operativa a livello nazionale. |
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Centro Telecomunicazioni (CT) |
Fa parte del servizio emergenze del Dipartimento della p.c. e si occupa
delle telecomunicazioni in emergenza. |
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Civis indomitus |
Modello elaborato dal Centro Studi CESAR, che costituisce il primo progetto
elaborato con il coinvolgimento di soggetti privati e che disegna nel
suo complesso, un nuovo "modello integrato di protezione civile".
Al centro di tale processo è lAgenzia di Protezione Civile,
il decentramento dellassetto istituzionale ed organizzativo dellItalia
ed il coinvolgimento del terzo settore "il volontariato". |
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Comburente |
È la sostanza che mantiene la combustione: ossigeno, aria. |
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Combustibile |
Sostanza capace, di bruciare combinato con lossigeno e di fornire energia termica. Si distinguono combustibili solidi naturali: legna, carboni fossili, lignite, litantrace e antracite; combustibili solidi artificiali: coke e carbone di legna; combustibili liquidi naturali: petrolio e bitume; combustibili liquidi artificiali: benzine e altri distillati dal petrolio e dal catrame, alcoli ecc.; combustibili gassosi naturali: gas naturali come il metano; combustibili gassosi artificiali: gas illuminante, gas dalto forno, gas dacqua, acetilene ecc. La combustione è tanto migliore quanto migliore è la mescolanza con laria: questa avviene assai bene nei gas. I combustibili liquidi sono usati per motori a combustione interna; i
combustibili solidi tendono ad essere trasformati in combustibili liquidi
e gassosi, ma, data la gran diffusione, vengono ancora largamente utilizzati
allo stato naturale. |
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Comitato Controllo Emergenza (CCE) |
Ha il compito di assistere e coadiuvare il prefetto nella prima emergenza; Dà altresì indicazioni per la costituzione del CCS
suggerendone larticolazione ritenuta più adatta allemergenza
da fronteggiare. |
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Comitato direttivo dellAgenzia di Protezione Civile |
È organo dellAgenzia; Esso è composto dal direttore dellAgenzia che lo presiede
e da quattro dirigenti dei principali settori dattività,
di cui un nominato su designazione della Conferenza Unificata Stato regioni
città ed autonomie locali. |
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Comitato nazionale di Volontariato di Protezione Civile |
Composto dai rappresentanti delle organizzazioni maggiormente rappresentative
a livello nazionale; i riferimenti normativi sono: lordinanza n°234/FPC/ZA
del 5/6/1984, n° 1676/FPC del 30/3/1989, D.P.C.M. 15/10/1993 n° 648, D.P.C.M.
16/10/1995 n° 2618, D.P.C.M. 126/07/1993 n° 484. I compiti di suddetto
comitato, sono la consulenza al Ministro o al Sottosegretario per il coordinamento
della protezione civile per lattività di prevenzione e soccorso,
prestata dai gruppi associati di volontariato. |
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Comitato Operativo della Protezione Civile |
Previsto dagli artt. 7 e 10 della legge 225/92, regolamentato e costituito con DPCM del 22/10/92, è nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, dura in carica cinque anni. Opera presso lAgenzia di protezione civile assicurando la direzione unitaria ed il coordinamento delle attività in emergenza, stabilendo gli interventi di tutte le amministrazioni ed enti interessati al soccorso:
È presieduto dal direttore dellAgenzia, è composto
dal coordinatore dellufficio emergenze e da rappresentanti muniti
di poteri decisionali delle componenti del servizio nazionale della protezione
civile. |
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Comitato Operativo per lemergenza (EMERCOM) |
È un organo collegiale interdisciplinare che affronta problemi organizzativi e si riunisce in sede operativa presso il Dipartimento della p.c. in occasione delle emergenze. Vi fanno parte i rappresentanti delle seguenti amministrazioni: Interno, difesa, sanità, lavori pubblici, trasporti e marina mercantile,
risorse agricole alimentari e forestali, poste e telecomunicazioni, C.R.I.. |
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Comitato provinciale di protezione civile |
È istituito in ogni capoluogo di provincia, presieduto dal presidente dellamministrazione provinciale o da un suo delegato; Dello stesso fa parte un rappresentante del prefetto competente per territorio. |
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Comitato regionale di protezione civile |
E istituito affinché la regione se navvalga per assicurare
lo svolgimento delle attività in materia di p.c.. |
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Commissario delegato |
È un organo straordinario, nominato dal Presidente del Consiglio
dei Ministri ovvero dal Ministro per il coordinamento della p.c. per lattuazione
degli interventi necessari e conseguenti alla dichiarazione dello "stato
demergenza" (eventi di tipo "c" - art. 2, L.225/92). |
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Commissione della XI Direzione Generale Europea |
Commissioni che in ambito Europeo si occupano di Protezione Civile e di sicurezza. |
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Commissione nazionale per la previsione e la prevenzione dei grandi rischi |
Prevista dagli artt. 7-9 della legge 225/92; costituita con DM 21/10/1992 ricostituita con DM 2704 del 25/10/1995. Opera presso lAgenzia di protezione civile, del è quale organo consultivo, tecnico - scientifico e propositivo in materia di prevenzione delle varie situazioni di rischio. È presieduta dal Direttore dellAgenzia, composta da un vice-presidente
docente universitario esperto in problemi di protezione civile e tre esperti
nei vari settori di rischio e tre esperti nominati dalla conferenza Stato
Regioni. |
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Componenti del servizio nazionale della protezione civile |
Sono le amministrazioni dello Stato, le regioni, le province, i comuni
e le comunità montane che, secondo i rispettivi ordinamenti e le
rispettive competenze, provvedono allattuazione delle attività
di protezione civile. |
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Comune |
Ente locale territoriale che può dotarsi o meno di una struttura di p.c.; Resta componente comunque del S.N.P.C. dovendo provvedere allattuazione delle relative attività. Sono attribuite ai comuni le funzioni relative:
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Comunità montana |
È una componente del S.N.P.C. e provvede in
base al proprio ordinamento ed in funzione delle proprie competenze allattuazione
delle attività di p.c.. |
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Consiglio dei Ministri (o Governo) |
È un organo collegiale costituzionale complesso costituito dal Presidente del Consiglio e da tutti i Ministri; Rappresenta il potere esecutivo che formula ed attua lindirizzo politico è responsabile nei confronti del Parlamento di cui deve godere la fiducia. È competente, su proposta del Presidente del Consiglio o per sua
delega, del Ministro per il coordinamento della p.c. a deliberare lo stato
demergenza, determinandone durata ed estensione territoriale ed
a revocarlo al venire meno dei relativi presupposti. |
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Consiglio nazionale della Protezione Civile |
Previsto dallart. 7 della legge 225/92, dal regolamentato con DPR
30/1/1993 n° 50, istituito con D.P.C.M. 16/4/1993; è il massimo
organo con valenza politico - programmatica nel settore della protezione
civile. Elabora i criteri di massima in ordine ai programmi di prevenzione
e prevenzione delle calamità, ai piani demergenza, allimpiego
coordinato delle componenti di protezione civile, allelaborazione
di norme di protezione civile. Il Consiglio è presieduto dal Presidente
del Consiglio dei Ministri o suo delegato, è composto da nove ministri,
dai presidenti delle giunte regionali e delle provincie autonome di Trento
e Bolzano, dai rappresentanti dellANCI, dellUPI, dellUNCEM,
dai presidenti della CRI e del comitato nazionale di volontariato nonché
da esperti. |
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Continuità amministrativa |
Il mantenimento delle attività amministrative fondamentali volto
a garantire lorganizzazione sociale in situazioni demergenza. |
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Coordinamento operativo |
È la direzione unitaria delle risposte operative a livello nazionale, provinciale e comunale. |
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Trae origine dai corpi comunali dei pompieri; Venne istituito con legge 27 dicembre 1941, n. 1570 e posto alle dipendenze del Ministero dellInterno presso di cui vi è la direzione generale della p.c. e dei servizi antincendi. Nellambito delle strutture operative nazionali del servizio della p.c. è componente fondamentale. Per le attività di protezione civile, dipende funzionalmente dallAgenzia. | |
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Crushing Sindrome |
Sindrome da schiacciamento descritta da Bywater e Beal nel 1941 durante i bombardamenti di Londra. E legata al seppellimento a seguito di crolli dedifici, esplosioni, valanghe, terremoti, incidenti di lavoro, intrappolamenti tra rottami dauto, treni ecc.. Consiste in lesioni da compressione in genere compatibili con la vita, escludendo lesioni rapidamente mortali. In base alla durata del seppellimento si distinguono: Forme lievi inferiori a 4 ore di seppellimento Forme medie tra le 4 e le 8 ore di seppellimento Forme gravi superiori alle 9 ore di seppellimento. Tale sindrome comporta che le parti contuse si fanno ematosi, compare
oligo anuria, le urine assumono un colore bruno per la presenza
di mioglobina liberata dai muscoli, aumento dellazotemia, della
potassemia, il quadro evolve verso linsufficienza renale acuta,
acidosi metabolica e stato di shock. |
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Interviene successivamente alla deliberazione dello stato demergenza
da parte del Governo, con provvedimento del Presidente del Consiglio dei
Ministri. | |
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Difesa civile |
È il complesso delle attività rivolte a garantire la continuità, a livello centrale e periferico, dellazione di governo, a salvaguardare e mobilitare lapparato finanziario, economico - produttivo e logistico della Nazione, ad assicurare la protezione e la capacità di resistenza della popolazione, a dare sostegno alla difesa militare; Unitamente a quest'ultima costituisce la difesa nazionale. La p.c. è parte della difesa civile. |
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Difesa nazionale |
È, il complesso delle predisposizioni, misure ed azioni, militari e civili, che consentono alla Nazione di prevenire e fronteggiare situazioni di crisi e demergenza, interne ed internazionali, nonché di conflitto armato. Essa si articola in difesa militare e difesa civile. |
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Dipartimento dEmergenza |
Aggregazione funzionale di diverse unità operative ospedaliere,
deputate alla gestione dei pazienti con patologie acute in grado di provocare
una minaccia per la sopravvivenza. Spesso comprende la Centrale Operativa
118 ed il servizio durgenza ed emergenza medica. Può fornire
uomini e mezzi per integrare le risorse dei servizi di soccorso medico,
in particolare per quanto riguarda il direttore dei soccorsi sanitari. |
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Venne istituito nel 1982, nellambito della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed è stata lorganizzazione amministrativa di cui si avvalsa il Capo del Governo o per sua delega, il Ministro per il coordinamento della p.c. per lo svolgimento dellattività richiesta dallesercizio della funzione di p.c.. Predisponeva, sulla base degli indirizzi approvati dal Consiglio dei Ministri ed in conformità ai criteri determinati dal Consiglio Nazionale della p.c. (oggi soppresso per effetti dellart. 87 del D.lgs. 30 luglio 1999, n. 300), i programmi nazionali di previsione e prevenzione in relazione alle varie ipotesi di rischio, i programmi nazionali di soccorso ed i piani per lattuazione delle conseguenti misure demergenza. Le sue funzioni ed i suoi compiti tecnico - operativi e scientifici in
materia di p.c. sono stati trasferiti allAgenzia di p.c.. | |
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Direttiva Seveso e Seveso II |
Direttive Europee riguardanti i rischi dincidente rilevante (Seveso
II Direttiva Europea 96/82 D. Leg. 334 del 717/08/1999). |
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Direttore al trasporto del PMA |
Infermiere od operatore tecnico incaricato di gestire la movimentazione
dei mezzi di trasporto sanitario in funzione delle priorità emerse
durante le operazioni di TRIAGE. Si rapporta al direttore del TRIAGE. |
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Direttore dei soccorsi sanitari (DSS) |
Medico, appartenente ad ununità operativa afferente al dipartimento
demergenza (non necessariamente alla Centrale Operativa 118) con
esperienza e formazione adeguata, presente in zona operazioni e responsabili
della gestione in loco di tutto il dispositivo dintervento sanitario.
Opera in collegamento con il medico coordinatore della Centrale Operativa
118. Si coordina con il referente sul campo del soccorso tecnico (VVF)
e con le Forze di Polizia. |
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Direttore del TRIAGE |
Medico, o in sua assenza, infermiere incaricato di coordinare le operazioni
di TRIAGE sulle vittime al livello di PMA. Si rapporta
al direttore dei soccorsi sanitari. |
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Direttore dellAgenzia di protezione civile |
È organo dellAgenzia; Nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, dura in carica cinque anni. Presiede il Comitato direttivo dellAgenzia, la Commissione nazionale
per la previsione e la prevenzione dei grandi rischi ed il Comitato operativo
della protezione civile. |
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Rappresenta lorgano di coordinamento Nazionale delle strutture
di Protezione Civile nellarea colpita. Viene attivato dal Dipartimento
della Protezione Civile e/o Agenzia di Protezione Civile in seguito alla
dichiarazione dello stato demergenza. Sinsedia in caso di
macroemergenza, è deputata allesercizio sul luogo dellevento
calamitoso del coordinamento nazionale | |
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Direzione generale della protezione civile e dei servizi antincendi |
Trovasi presso il Ministero dellInterno ed ha inglobato il Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Concorreva: Alla redazione dei piani demergenza;Al coordinamento degli interventi di p.c.; Alla tutela ecologica e dellambiente; Ai comitati regionali ed agli uffici regionali della p.c.; Allunità di soccorso; Alle unità ausiliarie e volontarie di p.c.; Alla protezione radiologica; Ricoveri e sistemi dallarme; Ai rapporti con organizzazioni di p.c. ed antincendi. Le sue funzioni ed i suoi compiti tecnico - operativi e scientifici,
in materia di p.c., sono stati trasferiti allAgenzia di p.c.. |
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Disaster management |
È una disciplina che si occupa prevalentemente della pianificazione
delle emergenze provocate da calamità naturali od antropiche. |
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Disaster Manager e/o Coordinatore demergenza |
È un esperto "direttore delle emergenze" o coordinatore delle emergenze, deputato alla gestione delle crisi da calamità, cui provvede coordinando i soccorsi direttamente o fornendo una consulenza in tempo reale alle autorità chiamate allintervento. Figura apparsa per la prima volta negli Stati Uniti presso il Federal Emergency Management Agency (FEMA), la centrale anticatastrofi americana. È un professionista in grado di coordinare tutti i gruppi di volontariato e i corpi dello Stato impegnati in attività di soccorso. Esso, in caso di disastro, deve controllare e organizzare gli interventi
del servizio medico e del pronto soccorso, delle unità cinofile,
dei mezzi di trasporto disponibili, degli esperti per disinnescare impianti
e materiali pericolosi, di chi si cura dei bisogni della popolazione evacuata,
delle squadre antincendio, del settore tecnico - scientifico per la riattivazione
degli impianti e delle opere pubbliche. |
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Disastro |
Effetto dannoso che interessa più persone e deriva da un evento
di non comune gravità, idoneo a costituire pericolo per lincolumità
pubblica, ma non danno rilevante o morte o lesione di persone, suscitando
pubblica commozione. |
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Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) |
Indispensabili attrezzature che servono a proteggere gli operatori di
protezione civile, dagli eventi incidentali che si possono verificare
nelle emergenze. Tali dispositivi devono essere di "ultima generazione"
e contrassegnati da marchi domologazione alle procedure di certificazione
standardizzate a livello europeo. |
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Dispositivo dintervento |
Complesso di risorse umane e materiali utilizzate globalmente per la
risposta allevento. |
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Elenco delle associazioni di volontariato
presso il dipartimento della protezione civile |
È istituito presso il Dipartimento della p.c. per consentire al Ministro di avvalersi delle prestazioni di uno o più gruppi associati allattività di previsione, prevenzione (formazione, addestramento ed esercitazioni) e soccorso. |
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Emergenza |
Ogni attività di soccorso posta in essere al verificarsi deventi calamitosi e finalizzata al loro contenimento. Lo stato demergenza è deliberato dal Consiglio dei Ministri
che ne determina durata ed estensione territoriale. |
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Epicentro |
Proiezione dellipocentro sulla superficie della crosta terrestre. |
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Errore umano |
E generalmente quello che si può collocare allorigine
di un incidente di tipo antropico, che poi si può sviluppare in
maniera più o meno grave a secondo dellenergia mobilitata,
del numero di persone e cose coinvolte, dei tempi di percezione dellevento,
della prontezza di risposta del dispositivo dintervento. |
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Esercitazioni |
Sono organizzate da organi responsabili del servizio nazionale della protezione civile, possono essere di livello nazionale, regionale, provinciale e comunale. Sono disposte dal Presidente del Consiglio dei Ministri o per sua delega dal Ministro per il coordinamento della p.c. dintesa con il Ministro delluniversità e della ricerca scientifica e tecnologica, al fine di consentire verifiche dellefficienza dei programmi nazionali di previsione e prevenzione in relazione alle varie ipotesi di rischio, dei programmi nazionali di soccorso, e dei piani per lattuazione delle conseguenti misure demergenza. Possono essere:
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Evento |
Fenomeno dorigine naturale o antropica in grado di arrecare danno alla popolazione, alle attività, alle strutture e infrastrutture, al territorio. Gli eventi, ai fini dellattività di protezione civile, si distinguono in:
(art. 2, L.225/92). |
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Evento atteso |
Rappresenta levento, in tutte le sue caratteristiche (intensità,
durata ecc.), che la Comunità Scientifica si aspetta possa accadere
in una certa porzione di territorio, entro un determinato periodo di tempo. |
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Evento non prevedibile |
Eventi che non sono preceduti da alcun fenomeno (indicatore devento)
che consenta la previsione. |
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Evento prevedibile |
Un evento si definisce prevedibile quando è preceduto da fenomeni
precursori. |
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Ignizione, propagazione (falsh over), incendio generalizzato,
estinzione. |
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Fasi operative |
E linsieme delle azioni di protezione civile centrali e periferiche
da intraprendere prima (per i rischi prevedibili), durante e dopo levento;
le attivazioni delle fasi precedenti allevento sono legate ai livelli
di allerta (attenzione, preallarme, allarme). |
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Fatal Accident Frequency Rate |
Indice di misura del rischio calcolato in base al numero di vittime per
ore desposizione a ciascun rischio. Tali indici sono i dati di supporto
necessari ad individuare i Dispositivi di Protezione Individuale
(DPI) indispensabili. |
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Flagello |
Ogni grande calamità o sofferenza. Ogni grande calamità
che si abbatte su un popolo; i flagelli della natura: valanga, inondazione,
maremoto. |
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Fronte dellevento |
Zona estesa, comprendente più aree anche non contigue, su cui
si è manifestato levento. |
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Funzioni di supporto |
Costituiscono lorganizzazione delle risposte, distinte per settori dattività e dintervento, che occorre dare alle diverse esigenze operative. Per ogni funzione di supporto sindividua un responsabile che, relativamente al proprio settore, in situazione ordinaria provvede allaggiornamento dei dati e delle procedure, in emergenza coordina gli interventi dalla Sala Operativa. Attivate in emergenza ed organizzate già in fase di pianificazione a supporto del S.N.P.C., le funzioni di supporto sono attualmente 14: 1) Tecnico Scientifica - Pianificazione;
2) Sanità, assistenza sociale;
3) Mass media ed informazione; (si troverà sempre allesterno della sala operativa)
4) Volontariato;
5) Materiali e mezzi;
6) Trasporti e circolazione - viabilità;
7) Telecomunicazioni;
8) Servizi essenziali;
9) Censimento danni, persone e cose;
10) Strutture operative S.A.R.;
11) Enti locali;
12) Materiali pericolosi;
13) Logistica evacuati - zone ospitanti;
14) Coordinamento centri operativi (Coordinamento C.O.M.)
Nei piani demergenza comunali le 14 funzioni possono ridursi a 9 accorpando o eliminando alcune funzioni. Per i prossimi anni è prevista una 15° funzione che si dovrà
occupare esclusivamente del controllo della parte economica/amministrativa
del CCS, del COM o del COC. |
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Fuoco |
È una reazione chimica che comporta una serie demissioni che possono essere tossiche ed a volte letali. La reazione avviene quando si combinano i seguenti componenti: combustibile, comburente, temperatura daccensione. Questi tre elementi costituiscono il triangolo del fuoco. La reazione chimica detta fuoco è una reazione
dossidazione. |
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Attivazione del modello dintervento, definito nellattività
di pianificazione che ne fissa linguaggi e procedure, che offrono la garanzia
dellimpiego coordinato delle risorse effettivamente disponibili
sul territorio (es. colonne mobili regionali del volontariato e dei vigili
del fuoco). | |
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Gruppi nazionali di ricerca scientifica |
Sono gruppi del CNR che attraverso la loro opera, supportano il S.N.P.C. nel perseguimento delle finalità in materia di previsione e prevenzione delle varie ipotesi di rischio; Si occupano in particolare dei rischi: Chimico - industriale, idrogeologico, nucleare, sismico e vulcanico. |
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Incidente che coinvolge un numero elevato di vittime in uno spazio confinato,
con infrastrutture circostanti conservate. Sinonimo di catastrofe ad effetto
limitato. | |
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Indicatore devento |
È linsieme dei fenomeni precursori e dei dati di monitoraggio
che permettono di prevedere il possibile verificarsi di un evento. |
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Indicatori di rischio |
Quei segnali premonitori che informano sullapprossimarsi dellevento. |
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Infortunio |
Si ha quando effetti dannosi derivanti dallevento grave investono
singoli individui, nella loro vita o nelle loro capacità. |
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Intensità sismica |
Misura degli effetti che il terremoto ha prodotto sulluomo, sugli
edifici presenti nellarea colpita dal sisma e sullambiente.
Frequentemente misurata attraverso la scala Mercalli. |
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Ipocentro |
Punto nellinterno della crosta terrestre da cui ha origine il terremoto.
Punto di debolezza, dal quale inizia la nuclearizzazione della frattura. |
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In ambito Europeo, pianificazione delluso del territorio, ossia unassennata politica del territorio che tiene conto dei rischi ivi esistenti, sia dal punto propositivo, Enti Locali con lattività di pianificazione, sia dal punto di vista ispettivo, controllo e vigilanza sui luoghi da parte delle Istituzioni centrali. Strumento di programmazione e pianificazione territoriale. | |
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Lineamenti della pianificazione |
(Parte B del Piano secondo il metodo Augustus): individuano gli
obiettivi da conseguire per dare unadeguata risposta di protezione
civile ad una qualsiasi situazione demergenza e le competenze dei
soggetti che vi partecipano. Prevede lanalisi e lindividuazione
degli obiettivi da raggiungere. |
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Livelli di allerta |
Scandiscono i momenti che precedono il possibile verificarsi di un evento e sono legati alla valutazione dalcuni fenomeni precursori o, in alcuni casi, a valori soglia. Vengono stabiliti dalla Comunità Scientifica. Ad essi corrispondono delle fasi operative. |
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Livelli sociali della pianificazione |
Pianificazione a livello personale: capacità di mettere in atto comportamenti improntati alla tutela personale; Pianificazione a livello familiare: capacità di mettere in atto comportamenti improntati alla tutela del proprio nucleo familiare; Pianificazione a livello daggregati umani: capacità di mettere in atto comportamenti improntati alla cooperazione allinterno dei gruppi; Pianificazione a livello sociale: capacità di mettere in atto comportamenti improntati alla cooperazione tra i gruppi; Pianificazione a livello globale: capacità di mettere in atto
comportamenti improntati alla cooperazione tra diversi gruppi etnici. |
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Livello 0 della Centrale Operativa 118 |
E il normale livello di funzionamento della centrale operativa;
sono attivate le risorse ordinarie e si utilizzano le normali procedure
di gestione. |
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Livello 1 della Centrale Operativa 118 |
Il livello viene attivato quando sono in corso situazioni di rischio
prevedibili, quali gare automobilistiche, concerti, manifestazioni sportive,
manifestazioni con notevole affluenza è arrivato in loco un dispositivo
dassistenza, dimensionato sulla base delle esigenze ed in adesione
a quanto previsto da specifici piani dintervento. La centrale operativa
dispone di tutte le informazioni relative al dispositivo, monitorizza
levento ed è in grado di coordinare lintervento. |
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Livello 2 della Centrale Operativa 118 |
Viene attivato quando vi è la possibilità che si verifichino
eventi preceduti da fenomeni precursori, quali ad esempio allagamenti,
frane, ecc. Le risorse aggiuntive vengono messe in preallarme, in modo
che possano essere pronte a muovere entro 15 minuti dalleventuale
allarme. Il medico coordinatore della Centrale Operativa può disporre
eventualmente linvio di mezzi sul posto per monitoraggio o per assistenza
preventiva. |
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Livello 3 della Centrale Operativa 118 |
Viene attivato quando è presente una situazione di maxiemergenza.
Il dispositivo dintervento più appropriato viene inviato
sul posto e vengono attivate le procedure per la richiesta ed il coordinamento
di risorse aggiuntive, anche sovraterritoriali. |
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Livello dallarme centrale 118 |
E lo stato dallertamento della Centrale Operativa 118. Il
livello dallarme è lo stato dattivazione delle risorse
aggiuntive rispetto a quelle ordinarie. Si possono distinguere 4 livelli
dallarme. |
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Logistica |
E una branca dellarte militare che attua tutti i provvedimenti
idonei a rendere possibili la vita, i movimenti e le azioni belliche e
di pace delle forze armate. Le attività logistiche sono lapprovvigionamento,
il rifornimento, il mantenimento (manutenzione e riparazione di mezzi
e materiali, la cura per gli uomini) ed i trasporti. Tale branca oggi
si è estesa alle aziende ed è organizzata per attività. |
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È quellevento naturale o connesso con lattività
delluomo, che per natura ed estensione, comporta lintervento
coordinato di più enti od amministrazioni competenti in via ordinaria
e che non necessita per essere fronteggiato, di mezzi e poteri straordinari
(legge n.225/92 art. 2 lett. b). | |
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Magnitudo |
È un parametro per misurare lintensità della sorgente
sismica da un lato strumentale oggettivo e indipendente dalla presenza
o meno di centri abitati, frequentemente misurata attraverso la scala
Richter. Tale valore è legato al valore di picco di un movimento
tellurico. |
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Metodo Augustus |
Il metodo Augustus consiste in linee guida per la pianificazione demergenza, utilizzate per uniformare gli indirizzi, i protocolli ed i termini, tali da rendere più efficaci i soccorsi che si pongono in essere in un sistema complesso. Deriva la denominazione dallimperatore Ottaviano Augusto che, duemila anni fa, ebbe ad affermare che "il valore della pianificazione diminuisce con la complessità dello stato delle cose", una frase che raccoglieva una visione del mondo unitaria fra il percorso della natura e la gestione della cosa pubblica; In buona sostanza, Augusto coglieva pienamente lessenza della moderna pianificazione demergenza che simpernia proprio su concetti come semplicità e flessibilità. Esso fornisce un indirizzo per la pianificazione flessibile, in funzione
dei rischi e delinea le modalità dindividuazione e dattivazione
delle procedure, per un efficace coordinamento della risposta di protezione
civile. |
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Metodo VIGILPRO |
E un momento metodologico delaborazione e costruzione dipotesi
e sinergie operative, concepito di recente (1999), che si propone come
obiettivo principale quello di dare impulso allintegrazione del
sistema di protezione civile, attraverso anche il necessario coinvolgimento
del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco nella decisiva attività
di programmazione e pianificazione. Tale metodo trova il suo riferimento
normativo nei Decreti n° 649 del 25/03/1999 e n° 1039 del 29/03/2000. |
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Microemergenza |
È quellevento naturale, o connesso con lattività
delluomo, che riguarda una parte limitata del territorio comunale
e che può essere fronteggiata mediante interventi attuabili dai
singoli enti ed amministrazioni competenti in via ordinaria (legge n.
225/92 art.2 lett. a). |
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Ministro dellInterno |
Esercita il potere dindirizzo sullattività dellAgenzia che è sottoposta alla vigilanza del medesimo. Propone al Consiglio dei Ministri le nomine del Direttore e del Comitato direttivo dellAgenzia. Il Ministro dellInterno si avvale dellAgenzia:
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Ministro per il coordinamento della protezione civile |
È solitamente un ministro senza portafoglio posto a capo del Dipartimento della p.c., ma non si esclude che la relativa delega da parte del Capo del Governo, possa andare ad un sottosegretario o ad un Ministro già a capo di un dicastero. Ove designato, fa le veci del Presidente del Consiglio dei Ministri per
incombenze in materia di p.c.. |
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Modello Claudius |
Modello per la valutazione dei contratti dassicurazione territoriale
(CAT). |
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Modello dintervento Metodo Augustus |
(Parte C del Piano secondo il metodo Augustus): consiste nellassegnazione
delle responsabilità nei vari livelli di comando e controllo per
la gestione delle emergenze, nella realizzazione del costante scambio
dinformazioni nel sistema centrale e periferico di protezione civile,
nellutilizzazione delle risorse in maniera razionale. Rappresenta
il coordinamento di tutti i centri operativi dislocati sul territorio. |
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Modello integrato |
E lindividuazione preventiva sul territorio dei centri operativi
e delle aree demergenza e la relativa rappresentazione su cartografia,
e/o immagini fotografiche e/o da satellite. Per ogni centro
operativo i dati relativi allarea amministrativa di pertinenza,
alla sede, ai responsabili del centro e delle funzioni di supporto sono
riportati in banche-dati. |
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Modulistica |
Schede tecniche, su carta e su supporto informatico, finalizzate alla
raccolta e allorganizzazione dei dati per le attività daddestramento,
di pianificazione e di gestione delle emergenze. |
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Modulo dintervento |
Struttura organizzativa composta da uomini e mezzi con una specifica
funzione che costituisce un elemento attivabile per la formazione del
dispositivo dintervento. |
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Momento sismico |
Prodotto di tre termini lo scorrimento della faglia, larea interessata
dalla frattura e la rigidità delle rocce lungo la faglia. |
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Movimento delle ambulanze e degli altri mezzi di trasporto sanitario
dal PMA agli ospedali e viceversa al fine dellospedalizzazione
delle vittime. | |
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Noria di salvataggio |
Insieme delle operazioni effettuate da personale tecnico, anche sanitario,
volte al trasporto di feriti dal luogo dellevento al PMA
e viceversa. |
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È uno strumento giuridico che viene utilizzato in caso dazioni
indifferibili ed urgenti da porsi in essere anche in deroga a norme di
legge, ma nel rispetto dei principi generali dellordinamento giuridico.
Ove emanata per lattuazione degli interventi conseguenti alla dichiarazione
dello stato demergenza, è pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale
della Repubblica Italiana e trasmessa ai Sindaci interessati per la pubblicazione
negli Albi Pretori dei Comuni. | |
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Organizzazione non lucrativa (ONLUS) |
Associazioni appartenenti al "terzo settore" (cosiddetto settore
non - Profit), forze sociali "non istituzionali". |
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Organizzazioni di volontariato di Protezione Civile |
Una delle strutture fondamentali del sistema di protezione civile, sono
regolate dal DPR 613/94 e consistono nelle associazioni iscritte allelenco
della Presidenza del Consiglio dei Ministri - D.P.C. iscritte nei registri
regionali del volontariato. |
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Ospedali da Campo |
Dispositivi dintervento composti da uomini e mezzi in grado di
assicurare alle vittime della catastrofe un livello di cure intermedio
tra il primo soccorso ed il trattamento definitivo. Offrono la possibilità
di effettuare interventi chirurgici durgenza assistenza intensivistica
protratta per più ore e degenza dosservazione clinica. Sono
sinonimi di centro medico devacuazione. |
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(Parte A del Piano secondo il metodo Augustus): è la raccolta
di tutte le informazioni relative alla conoscenza del territorio e ai
rischi che incombono su di esso, alle reti di monitoraggio presenti, allelaborazione
degli scenari. | |
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Pericolosità (H) |
È data dallimprevedibilità e dallindomabilità
da parte delluomo dellevento calamitoso ipotizzato. È
la probabilità che un fenomeno di una determinata intensità
(I) si verifichi in un dato periodo di tempo ed in una data area. |
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Piani nazionali demergenza |
Sono predisposti dal Dipartimento nazionale di p.c. per far fronte ai
rischi che per le modalità del loro verificarsi possono interessare
il territorio nazionale, in altre parole fasce territoriali di limitata
estensione ed omogenee per categoria di rischio. |
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Pianificazione demergenza |
Lattività di pianificazione, consiste nellelaborazione
coordinata delle procedure operative dintervento (piani demergenza)
da attuarsi nel caso si verifichi levento atteso contemplato in
un apposito scenario. I piani demergenza devono recepire i programmi
di previsione e prevenzione. Tale pianificazione, diminuisce sensibilmente
i tempi dintervento. |
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Piano comunale di protezione civile |
È redatto a cura dei comuni allo scopo di gestire adeguatamente
lemergenza ipotizzata per il territorio considerato in relazione
ai vari scenari; questi ultimi dovrebbero essere ricavati dai rischi considerati
nellambito dei pertinenti programmi di previsione e prevenzione
di livello provinciale e regionale. |
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Piano di bacino |
È lo strumento conoscitivo, normativo e tecnico-operativo mediante
il quale sono pianificate e programmate le azioni e le norme duso
finalizzate alla conservazione, alla difesa ed alla valorizzazione del
suolo, allutilizzazione delle acque, sulla base delle caratteristiche
fisiche ed ambientali del territorio. |
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Piano per fronteggiare lemergenza sul territorio
della provincia |
È predisposto e curato dal prefetto per tutto il territorio della provincia di competenza, sulla base del programma provinciale di previsione e prevenzione. |
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Posto Comando soccorso sanitario (PCSS) |
Struttura mobile che consente al Direttore dei soccorsi sanitari di coordinare lattività del dispositivo dintervento e di mantenere i contatti con la centrale operativa 118. |
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Dispositivo funzionale di selezione e trattamento sanitario delle vittime
localizzato ai margini esterni dellarea di sicurezza o in una zona
centrale rispetto al fronte dellevento. Può essere sia una
struttura (tende, containers), sia unarea funzionalmente deputata
al compito di radunare le vittime, concentrare le risorse di primo trattamento
e organizzare levacuazione sanitaria dei feriti. | |
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Potere dordinanza |
E il potere del Commissario delegato, in seguito alla dichiarazione
dello stato demergenza, di agire anche a mezzo dordinanze
in deroga ad ogni disposizione vigente e nel rispetto dei principi generali
dellordinamento giuridico. |
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Preallarme |
Si realizza attraverso lattivazione di un ufficio competente in
relazione al tipo devento calamitoso, per fornire tutte le indicazioni
e valutazioni di carattere tecnico, necessarie a seguire linsorgere
e levolversi del fenomeno che interessa la p.c.. |
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Prefetto |
È autorità di livello provinciale in emergenze di p.c.;
al verificarsi deventi calamitosi rilevanti o gravi: informa il
Dipartimento della protezione civile, il presidente della giunta regionale
e la direzione generale della protezione civile e dei servizi antincendio
del Ministero dellinterno; assume la direzione unitaria dei servizi
demergenza da attivare a livello provinciale, coordinandoli con
gli interventi dei sindaci dei comuni interessati; adotta tutti i provvedimenti
necessari ad assicurare i primi soccorsi; vigila sullattuazione,
da parte delle strutture provinciali di p.c., dei servizi urgenti, anche
di natura tecnica. A seguito della dichiarazione dello stato demergenza,
opera quale delegato del Presidente del Consiglio dei Ministri. È
preposto allufficio territoriale del Governo ed è coadiuvato
da una conferenza permanente, presieduta dal medesimo e composta dai responsabili
delle strutture periferiche dello Stato; nella prefettura capoluogo di
regione, assume anche le funzioni di Commissario di Governo. |
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Presidente del Consiglio dei Ministri |
Nominato con decreto del Presidente della Repubblica è Capo del
Governo ed ha poteri di direzione e vigilanza sui singoli Ministri; per
il conseguimento delle finalità del S.N.P.C., promuove e coordina
le attività delle amministrazioni dello Stato, centrali c periferiche
delle regioni, delle province, dei comuni, degli enti pubblici nazionali
e territoriali e dogni altra istituzione ed organizzazione pubblica
e privata presente sul territorio nazionale; per lo svolgimento di dette
finalità si avvale del Dipartimento della p.c.. Al fine di consentire
opportune verifiche dellefficienza dei programmi e dei piani nazionali,
dispone lesecuzione di periodiche esercitazioni, promuove, dintesa
con il Ministro delluniversità e della ricerca scientifica
e tecnologica, studi sulla previsione e prevenzione delle calamità
naturali e delle catastrofi ed impartisce indirizzi ed orientamenti per
lorganizzazione e lutilizzazione del volontariato. |
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Prevenzione |
Consiste nelle attività volte ad evitare o ridurre al minimo la
probabilità che si verifichino danni conseguenti agli eventi calamitosi
anche sulla base delle conoscenze acquisite per effetto delle attività
di previsione. È la seconda attività di p.c. . Attività
volta alla riduzione dei rischi. |
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Previsione |
Consiste nelle attività dirette allo studio ed alla determinazione delle cause dei fenomeni calamitosi, allidentificazione dei rischi ed allindividuazione delle zone del territorio soggette ai rischi stessi. È la prima attività di p.c. . Deve essere intesa come studio e conoscenza dei rischi. |
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Procedure dintervento |
È una sequenza dattività scaturente dallattribuzione
di compiti ad autorità, enti, soggetti, gruppi od organizzazioni,
deputati a porli in essere in caso demergenza, osservando i tempi
assegnati. |
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Procedure operative |
E linsieme delle attivazioni-azioni, organizzate in sequenza
logica e temporale, che si effettuano nella gestione di unemergenza.
Sono stabilite nella pianificazione e sono distinte per tipologie di rischio. |
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Programma provinciale di previsione e prevenzione |
È redatto a cura delle amministrazioni provinciali partendo dalla
ricognizione delle problematiche afferenti il territorio provinciale e
prevedendo lindividuazione delle possibili soluzioni alle prefigurate
calamità, con specifico riferimento ai tempi ed alle risorse disponibili;
Rappresenta il punto di riferimento per la determinazione delle priorità
e delle gradualità temporali in attuazione degli interventi di
p.c., in funzione della pericolosità dellevento calamitoso,
della vulnerabilità del territorio, nonché delle disponibilità
finanziarie. |
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Programmazione |
lattività di programmazione è afferente alla fase
di previsione dellevento, intesa come conoscenza tecnico scientifica
dei rischi che insistono sul territorio, nonché alla fase della
prevenzione intesa come attività destinata alla mitigazione dei
rischi stessi. Il risultato dellattività di programmazione
sono i programmi di previsione e prevenzione che costituiscono
il presupposto per la pianificazione demergenza. |
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Protezione civile |
Politica dei pubblici poteri finalizzata alla tutela dellintegrità
della vita, dei beni, degli insediamenti e dellambiente, dai danni
o dal pericolo di danni, derivanti da calamità naturali, da catastrofi
e da altri eventi calamitosi. |
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Provincia |
Ente locale territoriale che rileva nella protezione civile quale componente
del Servizio nazionale, partecipando allorganizzazione ed attuazione
del medesimo ed assicurando lo svolgimento dei compiti relativi alla rilevazione,
alla raccolta ed allelaborazione dei dati interessanti la p.c.;
predispone il programma provinciale di previsione e prevenzione ed il
piano demergenza. Sono attribuite alle province le funzioni relative: 3) alla vigilanza sulla predisposizione da parte delle strutture provinciali
di protezione civile, dei servizi urgenti, anche di natura tecnica, da
attivare in caso deventi calamitosi di cui allarticolo 2,
comma 1, lettera b) della legge 24 febbraio 1992, n. 225. |
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È un elaborato trasmesso dalle aziende industriali a rischio,
alla regione nel cui territorio lopificio ricade, affinché
si provveda alla vigilanza sullo svolgimento dellattività
ed al prefetto competente, per la predisposizione del piano demergenza
esterna allimpianto (da redigersi sulla base delle conclusioni dei
ministri dellambiente e della sanità) per lopportuna
informazione da dare alla popolazione, attraverso il sindaco. |
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Regione |
Ente locale territoriale costituzionale; partecipa allorganizzazione ed allattuazione delle attività di p.c., assicurando, nei limiti delle competenze proprie o delegate dallo Stato e nel rispetto dei principi stabiliti dalla legge n.225/92, lo svolgimento delle attività di p.c.; provvede allordinamento degli uffici ed allapprontamento delle strutture e dei mezzi necessari per lespletamento delle attività di p.c., avvalendosi di un apposito Comitato Regionale di p.c.. Favorisce nei modi e con le forme ritenuti opportuni, lorganizzazione di strutture comunali di p.c. . Sono attribuite alle regioni le funzioni relative: 1) alla predisposizione dei programmi di previsione e prevenzione dei rischi, sulla base degli indirizzi nazionali; 2) allattuazione dinterventi urgenti in caso di crisi determinata
dal verificarsi o dallimminenza deventi di cui allarticolo
2, comma 1, lettera b), della legge 24 febbraio 1992, n. 225, avvalendosi
anche del Corpo nazionale dei vigili del fuoco; |
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Regolamento delle ispezioni e delle verifiche |
Disciplina il sistema dispezioni sugli atti e di verifiche delle
procedure poste in essere per lattuazione delle attività
amministrative relative agli interventi demergenza. È stato
emanato con DPR 30 gennaio 1993, n. 51. |
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Relief plan |
È un piano demergenza redatto per soccorrere popolazioni
e realtà esterne al territorio di competenza. |
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Remotizzazione degli eventi incidentali in un processo produttivo |
Uno degli obiettivi della pianificazione demergenza dei luoghi
di lavoro. Dilatare lintervallo degli incidenti sul lavoro, tale
obiettivo si persegue attraverso la formazione, la conoscenza e linformazione
del personale addetto al processo produttivo, delle procedure di funzionamento
dellimpianto, delle procedure operative e dei rischi di lavorazione. |
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Ricerca operativa |
Disciplina che studia le conseguenze delle decisioni; ottimizza la "corsa
contro il tempo" che caratterizza la gestione dogni emergenza. |
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Rischio (R) |
E il valore atteso delle perdite umane, dei feriti, dei danni alle proprietà e delle perturbazioni alle attività economiche dovuti al verificarsi di un particolare fenomeno di una data intensità. Il rischio totale è associato ad un particolare elemento a rischio E e ad una data intensità I è il prodotto: R (E;I) = H (I) V (I;E) W(E). Gli eventi che determinano i rischi si suddividono in prevedibili (idrogeologico, vulcanico) e non prevedibili (sismico, chimico - industriale, incendi boschivi). Sintende in qualsiasi evento il rapporto fra pericolosità
e salvaguardia; una maggiore salvaguardia fa diminuire il rischio in un
determinato territorio. |
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Rischio residuo |
Il rischio che non è stato possibile eliminare con le attività
di prevenzione. |
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Rischio specifico |
Grado di perdita atteso quale conseguenza di un particolare fenomeno naturale RS = H V |
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Risposta operativa |
E linsieme delle attività di protezione civile in
risposta a situazioni di emergenza determinate dallavvicinarsi o
dal verificarsi di un evento calamitoso. |
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Role playing |
È un gioco in cui si simula uno scenario calamitoso ipotetico
in un dato territorio; i partecipanti devono assumere un ruolo ed una
nuova identità ed agire in modo conseguente, come meglio possono. |
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Ruolino dei volontari |
È istituito su base provinciale presso ogni prefettura per iscrivervi
nominativamente cittadini volontari che chiedano di essere inseriti in
interventi di p.c.. |
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E larea del centro operativo, organizzata
in funzioni di supporto, da cui partono tutte le operazioni di intervento,
soccorso e assistenza nel territorio colpito dallevento secondo
quanto deciso nellArea Strategia. | |
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Salvaguardia |
linsieme delle misure volte a tutelare lincolumità
della popolazione, la continuità del sistema produttivo e la conservazione
dei beni culturali. |
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Scala Mercalli |
Scala di misurazione dei danni causati da un sisma, legata allintensità
ossia alla misurazione degli effetti sullarea colpita dal sisma. |
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Scala Richter |
Una delle scale di misurazione della magnitudo. |
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Scenario |
E la rappresentazione dei fenomeni che possono interessare un determinato territorio provocandovi danni a persone e/o cose e costituisce la base per elaborare un piano di emergenza; Al tempo stesso è lo strumento indispensabile per predisporre
gli interventi preventivi a tutela della popolazione e/o dei beni in una
determinata area. |
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Scenario dellevento atteso |
E la valutazione preventiva del danno a persone e cose che si avrebbe
al verificarsi dellevento atteso. |
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Scuola Sicura |
Primo progetto educativo culturale sulla sicurezza che coinvolge le seguenti istituzioni: Prefetture, Provveditorati agli Studi, Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco, CRI, Amministrazioni locali, Organizzazioni di Volontariato di P.C., finalizzato alla diffusione della cultura di protezione civile, della sicurezza in generale nellambito delle istituzioni scolastiche. Tale progetto nasce in conseguenza dei Decreto ministeriale del 26/08/1992 riguardante le "norme di prevenzione incendi per ledilizia scolastica", e del Decreto Legislativo n. 626 del 19/09/1994. Gli obiettivi del progetto sono:
Finalità: difendersi dai rischi nella scuola, a casa e sul territorio
nel quale si vive. |
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Self safety plan |
È un piano dautoprotezione che tiene conto delle difficoltà
dattivazione della macchina dei soccorsi coinvolgendo unità
colpite dallevento medesimo. |
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Servizi tecnici nazionali |
Istituiti nellambito della Presidenza del Consiglio dei Ministri
in apposito dipartimento, i servizi tecnici nazionali erano quattro: sismico,
idrografico e mareografico, geologico, dighe. Le funzioni ed i compiti
tecnico-operativi e scientifici in materia di p.c. del servizio sismico
nazionale, sono stati trasferiti allAgenzia di p.c., mentre gli
altri sono stati soppressi e le loro attribuzioni sono transitate allAgenzia
per la protezione dellambiente e per i servizi tecnici. |
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Istituito al fine di tutelare lintegrità della vita, i beni, gli insediamenti e lambiente da danni derivanti da calamità naturali, da catastrofi e da altri eventi calamitosi. | |
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Sindaco |
È autorità comunale di p.c.; al verificarsi dellemergenza
nellambito del territorio comunale assume la direzione ed il coordinamento
dei servizi di soccorso e dassistenza alla popolazione colpita e
provvede agli interventi necessari, dandone immediata comunicazione al
prefetto ed al presidente della giunta regionale. Chiede lintervento
daltre forze e strutture, quando la calamità o levento,
non possono essere fronteggiati con i mezzi a disposizione del comune.
In caso demergenze sanitarie o digiene pubblica a carattere
esclusivamente locale, le ordinanze sono adottate dal Sindaco quale rappresentante
della comunità locale. In caso demergenza che interessi il
territorio di più comuni, ogni Sindaco adotta le misure necessarie
fino a quando non intervengano i soggetti competenti. Ha inoltre competenze
in materia dinformazione della popolazione su situazioni di pericolo
per calamità naturali. |
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Sindrome Geova |
Sindrome dellonnipotenza che consente di schermare lindividuo
dal pericolo soltanto dal punto di vista psicologico. |
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Sinistro |
Termine genericamente usato per indicare un incidente. Perdite e danni
che capitano agli assicurati, soprattutto in caso di incendio, di naufragio.
Avvenimento catastrofico naturale, che determina dei danni, delle perdite. |
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Sistema "Mercurio" |
È una raccolta di dati conoscitivi, di strutture e mezzi pubblici
e privati, operata sul territorio, dalle prefetture, tramite i comuni
e rimessa poi dalle stesse al superiore Ministero dellinterno che
lo detiene e ne promuove periodicamente laggiornamento. |
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Sistema ARGO NETWORK |
Sistema a tecnologia avanzata che prevede lutilizzo del telerilevamento. |
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Sistema di comando e controllo |
E il sistema per esercitare la direzione unitaria dei servizi demergenza
a livello nazionale, provinciale e comunale e si caratterizza con i seguenti
centri operativi: DI.COMA.C., C.C.S.,
C.O.M. e C.O.C.. |
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Sistema POSEIDON |
Sistema a tecnologia avanzata che prevede la sorveglianza sismica, sui terremoti e sui vulcani della Sicilia orientale e di ricerca sui relativi fenomeni precursori. Esso altro non è che uno strumento per misure accurate e tempestive (in tempo reale) dei fenomeni geologici che tanto affliggono questa regione italiana, in una gestione dalto profilo tecnico-scientifico. Trova il suo riferimento normativo nel D.leg. n. 142 del 3/05/91, convertito
dalla L. n. 195 del 3/07/91. |
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Soccorso |
Consiste nellattuazione degli interventi diretti ad assicurare
alle popolazioni colpite dagli eventi calamitosi ogni forma di prima assistenza.
È la terza attività di p.c.. |
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Soglia/e |
E il valore del/i parametro/i monitorato/i al raggiungimento del
quale scatta un livello di allerta. Livelli di guardia preventivamente
determinati. |
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Squadre di soccorso |
Unità comprendenti operatori sanitari che provvedono alla gestione
sanitaria delle vittime sul luogo dellevento ed al loro trasporto
fino al Posto Medico avanzato. |
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Squadre sanitarie |
Unità comprendenti personale sanitario e mezzi che operano allinterno
del Posto Medico Avanzato e seguono il paziente fino al suo ricovero in
ospedale. |
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Stato demergenza |
È deliberato dal Consiglio dei Ministri, su proposta del suo Presidente
o del Ministro per il coordinamento della p.c. o del Sottosegretario,
a seguito del verificarsi di calamità naturali, catastrofi od altri
eventi che per intensità ed estensione debbono essere fronteggiati
con mezzi e poteri straordinari. Attraverso lemanazione di provvedimenti
(ordinanze). Sotto il profilo giuridico, la dichiarazione dello stato
demergenza, è regolata dallart. 5 L. 225/92. Tale stato
prevede talvolta la nomina di un Commissario delegato con potere dordinanza.
E una situazione di grave/gravissima crisi al verificarsi deventi
di tipo "c" (art. 2, L.225/92). |
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Stato di calamità |
E una situazione conseguente al verificarsi deventi naturali
calamitosi di carattere eccezionale, ma non gravissime che prevede il
ristoro dei danni causati alle attività produttive e commerciali. |
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Struttura comunale o intercomunale di protezione civile |
E una struttura operativa, finalizzata allorganizzazione
locale dei servizi di protezione civile, nellambito di un comune
o di più comuni tra loro consorziati o di comunità montane.
È un ufficio di coordinamento capace di coinvolgere lintero
organico comunale o parte di esso, sia in attività poste in essere
a scopo preventivo, sia in attività di soccorso; rientra nel potere
dautorganizzazione dellente locale cui è riconosciuta
una potestà statutaria ed una regolamentare verso i propri uffici
in modo da rispondere alle esigenze della comunità, ivi comprese
quelle di tutela da eventi calamitosi. |
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Strutture effimere |
Edifici presso i quali di regola si svolgono attività ordinarie
(scuole, palestre ecc.), mentre in emergenza diventano sede di centri
operativi. |
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Strutture operative del servizio nazionale della protezione civile |
Svolgono, a richiesta del Dipartimento omologo, le attività previste
dalla legge n. 225/92 nonché compiti di supporto e consulenza per
tutte le amministrazioni componenti il S.N.P.C.. Costituiscono strutture
operative: |
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Superamento dellemergenza |
Consiste nellattuazione, coordinata con gli organi istituzionali
competenti, delle iniziative necessarie ed indilazionabili volte a rimuovere
gli ostacoli alla ripresa delle normali condizioni di vita. È la
quarta attività di p.c.. |
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Consiste nel selezionare un gruppo di esperti, in varie discipline, che
sono di volta in volta consultati separatamente, sulla credibilità
di scenari ad essi prospettati e sulle eventuali modifiche da apportare
al piano sottoposto al loro vaglio. |
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Temperatura daccensione |
È la temperatura alla quale il combustibile prende fuoco; al di
sotto di tale temperatura un combustibile non può accendersi; è
quella necessaria a bruciare una sostanza senza aggiunta di calore. |
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Temperatura dinfiammabilità |
È definita come la minima temperatura alla quale i combustibili
liquidi emettono vapori infiammabili ed è una caratteristica dei
liquidi infiammabili. |
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Tettonica delle zolle |
Ipotesi scientifica che spiega il movimento relativo tra i grandi blocchi
continentali; causa dei terremoti. |
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Triage |
È una tecnica organizzativa utilizzata in medicina dei disastri,
nata per ottimizzare le operazioni di carattere sanitario. Il termine
e di derivazione francese e si traduce "scelta". Processo di suddivisione
dei pazienti in classi di gravità in base alle lesioni riportate
ed alle priorità di trattamento e/o di evacuazione. |
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Dispositivi di intervento, composti da uomini e mezzi, in grado di assicurare
alle vittime della catastrofe, un livello di cure intermedio tra il primo
soccorso ed il trattamento definitivo. Offrono la possibilità di
effettuare interventi chirurgici di urgenza, assistenza intensivistica
protratta per più ore e degenza di osservazione clinica. | |
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Unità Mobili di soccorso sanitario (UMSS) |
Struttura mobile con caratteristiche di mobilitazione immediata, attrezzata
per funzionare come PMA, comprendente 2 (massimo 3)
tende pneumatiche; barelle leggere per 50 feriti; generatori di energia
(elettricità e gas compresso); materiale sanitario suddiviso in
casse di colore corrispondente alla destinazione duso (rosso: infusioni;
giallo: materiale non sanitario; verde: medicazione/immobilizzazione;
blu: ventilazione). |
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Rappresenta il valore economico o il numero di unità relative
ad ognuno degli elementi a rischio in una data area. Il valore è
in funzione del tipo di elemento a rischio: W = W (E). | |
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Vittima |
Persona coinvolta nellevento. Comprende feriti, illesi e deceduti. |
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Volontariato |
È costituito da cittadini che sono dediti a prestazioni aliene
e gratuite e che in genere si organizzano in associazioni. |
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Vulnerabilità (V) |
E il grado di perdita, prodotto su un certo elemento o gruppo di elementi, esposti a rischio, risultante dal verificarsi di un fenomeno di una data intensità. È espressa in scala da 0 (nessuna perdita) a 1 (perdita totale) ed è in funzione dellintensità del fenomeno e della tipologia di elemento a rischio: V = V (I; E). |
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Vulnerabilità socio sistemica |
È data dal carente dominio degli eventi che alterano il raggiunto equilibrio del sistema socio ambientale - territoriale. |
Bibliografia
Siti Web:
Dipartimento di protezione Civile www.protezionecivile.it e www.cameo.it;
Testi:
Attività preparatoria e procedure dintervento in caso di emergenze
per protezione civile II edizione;
La pianificazione sociale delle emergenze "Informare Formare Comunicare"
di A. DErrico F. Cola L. De Luca.
Le definizioni di Rischio, Pericolosità, Vulnerabilità e Valore
Esposto sono tratte da: UNESCO (1972) Report of consultative meeting of experts
on the statistical study of natural hazard and their consequences. Document
SC/WS/500 pagg. 1-11.
Appunti dal:
Corso tenuto dal C.sq Pilota VV.F. Vincenzo Savarese, presso le strutture didattiche
del Comune di Portici: Corpo Nazionale Vigili del Fuoco Comando Provinciale
Napoli - Direttore del corso Dott. Ing. Salvatore Perrone;
Seminario "La Protezione Civile: dalla prevenzione alla gestione dellemergenza"
organizzato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Protezione
Civile presso il Centro Polifunzionale di Castelnuovo di Porto - ROMA;
Corso per coordinatore dellEmergenza presso Università
degli Studi di Napoli "Federico II" con il Patrocinio dellAgenzia
di Protezione Civile.
nota dellautore: tale glossario non vuole essere esaustivo di tutte le parole correlate alla Protezione Civile
poiché è frutto di uno studio in itinere.