Non abbiamo dovuto attendere nessun comunicato stampa per sapere quanto stava accadendo in quei momenti... Nessuna notizia sarebbe potuta essere più esaustiva di quanto avevamo "sentito" e percepito in prima persona... la terra tremava.

Alle 03:32 del 06 Aprile 2009 ero ancora sveglio ed alla mia scrivania ho chiaramente percepito due lunghe scosse... dopo la prima c'è stata una breve pausa, durata solo il tempo di chiedersi cosa stesse accadendo... poi la seconda scossa.
La terra aveva tremato per quasi venti secondi... non sapevo dove... non sapevo perchè, ma la scossa era stata lunga. Mi sono immediatamente collegato alla rete sismografica nazionale ed è stato allora che ho compreso la gravità della situazione.

La scossa era stata percepita nettamente nella maggior parte dell'italia centro meridionale, i sismografi in provincia di Ancona e di Perugia avevano registrato una scossa di forte intensità, ma in quei primi momenti non si riusciva ancora a capire dove.
I primi siti internet dove sono apparse notizie precise ed allarmanti sono stati quelli dell' Italian Experimental Seismic Network e la rete dell' European-Mediterranean Seismological Centre, che ringraziamo per la rapidità con cui sono state inserite le informazioni su quanto stava accadendo.  La scossa che aveva fatto tremare le nostre case a Napoli aveva il suo epicentro nella città di l'Aquila, a quasi 250 chilometri da noi.

 

La sequenza sismica dell'Aquilano - aprile 2009

Testo pubblicato dall' Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia

Il 6 Aprile 2009 alle ore 03:33 la zona dell'Aquila è stata colpita da un forte terremoto.

La scossa principale ha raggiunto la magnitudo Ml=5.8 e Mw=6.3. La sequenza sismica continua la sua evoluzione, con moltissime repliche che vengono localizzate dal personale INGV in turno H24 con i dati della Rete Sismica Nazionale integrati da ulteriori stazioni sismiche installate subito dopo la scossa principale nell'area epicentrale.

Tre eventi di M>5 sono avvenuti il 6 aprile (Ml=5.8), il 7 aprile (Ml=5.3) e il 9 aprile (Ml=5.1). I terremoti di Ml compresa tra M=3.5 e 5 sono stati in totale 31. Dall’esame dei segnali riconosciuti automaticamente alla stazione INGV MedNet de L’Aquila (AQU, ubicata nei sotterranei del castello cinquecentesco), sono state conteggiate oltre 10.000 scosse.

sciame sismico
Distribuzione epicentrale dei terremoti localizzati fino alle ore 7 del 30 aprile

 

La distribuzione in pianta delle repliche evidenzia molto bene l'area interessata dalla sequenza sismica che si estende per oltre 30 km in direzione NO-SE, parallelamente all'asse della catena appenninica. La replica più forte, registrata alle 19:47 del 7 aprile, ha interessato il settore più meridionale dell'area, in prossimità dei centri di San Martino d'Ocre, Fossa, San Felice d'Ocre, dove erano state localizzate piccole scosse nella stessa giornata. L'evento del 9 aprile di Ml=5.1 è localizzato invece più a nord, lungo una struttura di più limitata estensione, sempre parallela alla catena appenninica.

sciame sismico 3D

 

I terremoti della sequenza sono avvenuti principalmente nella crosta superiore, entro 10-12 km di profondità. Solo l'evento Ml=5.3 del 7 Aprile a SE di L'Aquila ha una profondità di circa 15 km. I dati raccolti finora (sismicità, GPS, SAR, geologia) concordano nell'identificare la struttura responsabile della scossa principale come una faglia con movimento diretto che si estende per circa 15 km in direzione NO-SE ed immersione SO e la cui estensione in superficie si localizza in corrispondenza della faglia di Paganica.

Tutte le informazioni sono contenute nella pagina dedicata alla Sequenza sismica dell'Aquilano dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia

 

 

I.E.S.N.

Testi pubblicati dal sito della Rete Sismica Sperimentale Italiana

La sequenza sismica è stata composta da quattro macroeventi principali:
- 6 aprile ore 03.32 ML 6.0
- 7 aprile ore 19.47 ML 5.3
- 9 aprile ore 02.52 ML 5.2
- 13 aprile 2009 ore 23.14 M 4.9

La struttura tettonica che ha dato origine all'evento è stato un segmento della faglia dell'alta valle dell'Aterno, tra il Monte Pettino, Paganica e Poggio Picenze, lungo circa 15 km.

Successivamente nei giorni 7 e 9 aprile con gli eventi di M 5.3 e 5.2 si sono attivate strutture diverse, a sudest (zona di Ocre) e a nordovest (lago di Campotosto, faglia di Montereale) del capoluogo e con ipocentri più profondi (15 km) rispetto all'evento iniziale. Complessivamente, al 25 aprile, sono state registrate circa 9500 scosse, ovviamente per la maggior parte di carattere strumentale.

Sismogrammi delle stazioni di Osimo (An) a 3 componenti relativi la prima scossa del 6 Aprile

Sensore Orizzontale lungo periodo

Sensore Verticale corto periodo

Sensore Orizzontale corto periodo

 

 

Per evitare che se ne perda traccia nel tempo, vogliamo trascrivere anche qui il primo comunicato dell' I.E.S.N. trasmesso la mattina del 6 Aprile 2009:

In questo momento di apprensione per la sorte della città dell'Aquila, duramente e tragicamente colpita dall'immane tragedia dell'evento sismico, ci sentiamo in dovere di chiarire alcuni aspetti fondamentali verso tutti coloro che stanotte e nei giorni scorsi si sono rivolti alla I.E.S.N. onde cercare di comprendere cosa stesse o cosa sia successo.
Tecnicamente il Main Shock (evento principale) è stato preceduto da una corposa sequenza microsismica iniziata il 16 gennaio scorso e composta da molti eventi di bassa magnitudo (max 2.9). Il giorno 30 marzo alle ore 13.38 utc accade quello che ben può essere definito (oggi) come foreshock, ovvero "precursore". La sequenza poi evidenzia venerdi 3 aprile un altro evento di magnitudo 3.1. Da quel momento la stessa subisce un'improvvisa pausa fino alle 20.48 di ieri sera, allorquando in rapida successione si verificano un M 3.9 ed un M 3.4. Null'altro fino alle ore 01.33.
E' bene evidenziare a grandi lettere che nessuno, nella comunità scientifica, poteva prevedere quanto poi accaduto. Tutte le valutazioni tecniche possibili e anche realiste alla luce dell'andamento dello "sciame", si possono trarre purtroppo solo con il senno del poi ed essere eventualmente frutto di analisi scientifica. La città dell'Aquila come ampiamente ripetuto in queste ultime settimane era ed è una zona ad altissimo rischio sismico, costellata nei secoli scorsi anche da grandi terremoti (1703). Statisticamente l'evento del 6 aprile potrebbe anche ricadere in una "finestra" temporale di "ritorno", ma anche i dati storici e statistici non permettevano alcuna certezza. Ciò che ancora una volta si è dimostrato grandemente nefasto è la situazione del patrimonio abitativo della città, che seppur classificata come zona sismica di I^ cat in alcuni casi ha dimostrato di non essere adeguata ad un evento sismico, scientificamente medio-forte, di tal genere. Ed è questa l'unica vera considerazione e certezza su cui TUTTI in Italia debbono riflettere.
<omissis>
6 aprile 2009, ore 8.30 - Il Direttore

 

Relazione attività svolte in emergenza

La Colonna Mobile della Protezione Civile della Regione Campania ha allestito un Campo di accoglienza presso il campo sportivo del comune di Poggio Picenze (AQ), a pochissimi chilometri dalla città di l'Aquila. I Volontari della nostra Organizzazione sono stati impegnati nelle attività di accoglienza e supporto dei cittadini Abruzzesi dal 06 aprile al 09 giugno e nuovamente dal 28 giugno al 18 agosto.

La colonna mobile è partita da Napoli nel primo pomeriggio del 6 Aprile, dopo aver caricato sui TIR e sugli autoveicoli speciali delle Associazioni di Volontariato tutte le attrezzature necessarie ad allestire e gestire il Campo Tenda. La prima colonna mobile partita è stata costituita da 25 Associazioni di Volontariato e Gruppi Comunali di tutta la Regione Campania, tra cui citiamo solo l'Associazione S.V.G. di Caserta ed "Il Punto" di Baronissi che si sono occupate in particolar modo di allestire la cucina ed il tendone mensa, fornendo un pasto caldo a tutti gli sfollati presenti al Campo ed ai volontari impegnati nell'allestimento delle tende e nelle successive fasi di organizzazione e gestione.

L'allestimento del Campo è stato completato il primo pomeriggio del 7 Aprile e le tende sono state immediatamente assegnate agli abitanti del posto, dando un "tetto", una branda ed un sacco a pelo a chi la notte precedente era stato costretto a dormire in auto.

In particolare, durante la permanenza al Campo, ove siamo stati impegnati sino al 18 agosto, ci siamo occupati di:

  • Gestione della Segreteria per la registrazione degli alloggiati;
  • Assegnazione tende e registrazione dei visitatori;
  • Attività connesse alla gestione delle attrezzature e dei materiali in uso agli alloggiati;
  • Recupero materiali dalle abitazioni degli sfollati in collaborazione con i Vigili del Fuoco;
  • Trasporto di generi alimentari e di beni di prima necessità.

Durante le fasi dell'emergenza sono stati impegnati :
nr. 4 automezzi (Land Rover Defender 110 - Land Rover Pick-Up 110 - Fiat Panda 4x4 - Nissan Vanette)
nr. 30 operatori (tutti Volontari Soci dell'Associazione)

Il campo di Poggio Picenze è stato chiuso verso la metà del mese di Novembre 2009, le persone ancora alloggiate, che non avevano un'abitazione agibile, sono state ospitate temporaneamente presso strutture alberghiere della costa in attesa del completamento dei Moduli Abitativi Provvisori (MAP) che saranno pronti per la fine del 2009.

 

0
0
0
s2sdefault
Vai all'inizio della pagina

Facebook

facebook_page_plugin