LINEE GUIDA PER LA COSTITUZIONE AI LIVELLI REGIONALI DI FORZE DI PRONTO IMPIEGO DEL VOLONTARIATO

(COLONNE MOBILI DEL VOLONTARIATO - anno 1999)

Dal Sito web del Dipartimento di Protezione Civile


Indice

Introduzione
Il ruolo del volontariato
La forza di pronto impiego ( Colonne mobili regionali )
Le risorse economiche
La formazione
L'equipaggiamento
La struttura organizzativa
Caratteristiche Generali
Proposta di colonna - Modulo provinciale
Mezzi e dotazione
Ipotesi di colonna mobile regionale

 

INTRODUZIONE

Il decreto legislativo n. 112 del 31 marzo 1998, art.108 attribuisce alle Regioni le funzioni relative "agli interventi per l'organizzazione e l'utilizzo del volontariato".
Va superata, pertanto, la visione del servizio che può rendere il Volontariato come "ausiliario" agli interventi operativi di protezione civile sul territorio rendendo gli stessi parte integrante delle attività di Protezione Civile.
Risulta necessario quindi incanalare le risorse poste a disposizione dal Volontariato in un giusto quadro di coordinamento e di valorizzazione delle stesse.
Il documento è una proposta per il coordinamento dell'impiego coordinato della "Struttura Operativa Volontariato".
Questa proposta è la sintesi di esperienze e convincimenti maturati in questi anni sull'argomento da molte Regioni e dal Dipartimento di Protezione Civile.
L'assunto centrale di questa proposta è che attraverso il livello regionale sia possibile arrivare ad una adeguata programmazione dei soccorsi , e proprio su questo livello di programmazione il Dipartimento potrà intervenire con un aumentata capacità di coordinamento e di raccordo con le singole realtà regionali.

 

IL RUOLO DEL VOLONTARIATO

La documentazione storica è testimone di questa presenza attiva che ha portato un contributo importante nei momenti di grande emergenza: alluvioni, terremoti, incendi, e altre catastrofi.
Questo impegno è stato messo in maggior risalto con la diffusione dei mezzi di comunicazione di massa che hanno potuto documentare il lavoro svolto dai volontari accorsi nelle varie regioni colpite in questi ultimi decenni.
L'esperienza, tuttora in corso, in alcune Regioni ed in particolare con il "Progetto pilota per una forza di pronto impiego del volontariato nella regione Lazio" sta dimostrando, anche al di là delle semplici valutazioni operative, la validità di questo percorso organizzativo.
Sia a livello nazionale che di comunità locali appare ormai chiara l'esigenza di approntare un organizzazione capace di affrontare i temi della protezione civile superando le contrapposizioni settoriali e ideologiche, la diffidenza o la scarsa capacità di collaborazione tra istituzione e volontariato.
Nell'emergenza provocata da qualsiasi tipo di calamità per rispondere con la indispensabile prontezza ed efficienza è necessario disporre di una struttura preventivamente organizzata e formata quale la colonna mobile volontaria che presuppone inoltre un consolidato rapporto con le istituzioni pubbliche di protezione civile.
Questo rapporto non può essere perseguito evidentemente in occasione di interventi di emergenza, ma costruito nel periodo precedente l'emergenza, deve diventare cioè , intento e prassi ordinaria per la costruzione delle risorse necessarie ad una adeguata risposta sia alle situazioni critiche di livello locale che alle grandi catastrofi che colpiranno il Paese.

 

LA FORZA DI PRONTO IMPIEGO (colonne mobili regionali)

L'obbiettivo principale è quello di costituire delle forze di pronto impiego in ogni regione composto da organizzazioni di Volontariato, compresi i Gruppi Comunali di protezione civile.
Si ritiene contestualmente indispensabile garantire una qualificata formazione dei singoli volontari, omogenea a livello nazionale, comune in tutte le costituenti "colonne mobili".
Nella costruzione delle colonne mobili regionali del volontariato è necessario evidenziare che a cura delle stesse Regioni sono e/o possono essere attivate apposite convenzioni con Enti Locali, Aziende Municipalizzate, Consorzi di Bonifica ecc.… per l'organizzazione dei specifici interventi di protezione civile utilizzando le qualifiche risorse umane e materiali già disponibili.

 

LE RISORSE

Lo strumento che si individua, per disciplinare e garantire il coordinato e corretto utilizzo delle risorse umane e materiali presenti sul territorio regionale, è quello della convenzione.
Le convenzioni potrebbero prevedere, in analogia con quelle già operative in altri settori, la fornitura e/o la cessione in uso da parte delle Regioni di mezzi ed attrezzature finalizzate a migliorare la capacità di effettuare interventi di protezione civile con le modalità richieste dai Servizi Regionali e Nazionali di Protezione Civile.
Al fine di coordinare e ottimizzare sul territorio la presenza dei mezzi di Protezione Civile delle organizzazioni di volontariato, l'istruttoria delle pratiche di richiesta di contributi in tal senso, effettuate dalle organizzazioni stesse facenti parte delle colonne mobili, in base all'art. 2 DPR 613/94 potranno essere coordinate direttamente a livello regionale.

La copertura dei costi per il potenziamento tecnico della colonna mobile del volontariato, potrà essere assicurata, mediante i contributi previsti dal D.P.R. 613/1994, da altre leggi e dai finanziamenti o cofinanziamenti regionali e/o di altri enti locali.

 

LA FORMAZIONE

La formazione dei volontari dovrà essere la più omogenea possibile nei programmi e nei linguaggi su tutto il territorio nazionale, la stessa dovrà prevedere l'attestazione dell'avvenuto percorso formativo teorico-pratico.
La realizzazione delle colonne mobili regionali del volontariato presuppone adeguati programmazione ed addestramenti delle risorse umane destinate ad affrontare l'emergenza.
Il Dipartimento della Protezione Civile nell'espletamento delle proprie funzioni di indirizzo e coordinamento provvederà ad elaborare dei programmi didattici di massima, d'intesa con le Regioni.

 

EQUIPAGGIAMENTO

Sarà necessario arrivare a definire l'equipaggiamento "tipo" per omogeneizzare le uniformi ecc., dei volontari.

  1. Utilizzo da parte del volontariato della divisa e cappello della propria Associazione (con il tempo dovranno essere superati gli stemmi ministeriali di Protezione Civile che attualmente creano notevole confusione);
  2. Garantire ad ogni volontario il possesso , in zona di operazione di una adeguata dotazione personale rispetto alla specializzazione in regola con le vigenti norme di legge (vedi L. 626/92…) e un gilet di colore giallo ad alta visibilità, idoneo ad essere vestito sopra alla propria divisa, avente le seguenti caratteristiche:
    1. indicazione scritta "Colonna Mobile Regionale Volontariato";
    2. regione di provenienza;
    3. Tesserino unico identificativo rilasciato da Regione (o) Provincia;
    4. Stemma Servizio Nazionale.

 

LA STRUTTURA ORGANIZZATIVA

IL FLUSSO DECISIONALE E POTENZIAMENTO STRUTTURA ORGANIZZATIVA

L’esperienza maturata in questi anni ha evidenziato l’importanza, al fine di avere una risposta efficace, di un efficiente flusso decisionale incardinato su:

  • procedure di allarme certe e chiare;
  • una catena decisionale con il minor numero possibile di referenti.

A tal fine si propone la creazione della figura del coordinatore e/o quella del referente regionale del Volontariato di Protezione Civile e di quella del coordinatore e/o referente provinciale. Tali figure (liberamente espresse dalle organizzazioni di Volontariato ) saranno i referenti /interfaccia con organi di Protezione Civile quali il Dipartimento, la Regione, le Province, i Comuni, le Prefetture e le organizzazioni di Volontariato per la ricezione e il rilancio degli allarmi.

 

CARATTERISTICHE GENERALI

La composizione delle colonne mobili va posta in relazione alla tipologia degli scenari nei singoli territori regionali degli eventi massimi attesi:

  1. Rischio idrogeologico
    1. Alluvione
    2. Frana
    3. Dighe
  2. Rischio sismico
  3. Rischio Vulcanico
  4. Rischio industriale
  5. Rischio incendio boschivo
  6. Eventi meteorologici estremi
    1. Trombe d'aria
    2. Nevicate
    3. Grandinate
    4. Mareggiate
  7. Emergenze
    1. Viabilità in genere/trasporti
    2. Socio-assistenziale
    3. Ricerca persone scomparse

Per un utilizzo razionale delle risorse umane e materiali disponibili sul territorio si propone la realizzazione, come tasselli costitutivi della Colonna Mobile Regionale, di "colonne mobili provinciali" o in relazione alle scelte locali interprovinciali, di primo impiego, con tempo di approntamento il più rapido possibile, caratterizzato da agilità di spostamento e impiego, autonomia logistica e organizzativa. formate indicativamente da volontari specializzati.

L'aggregazione di più colonne provinciali costituite con attrezzature modulari fra loro, integrata con la dotazione di alcune tipologie di mezzi di valenza regionale, formerà la colonna regionale con tempo di approntamento più lungo (6-24 ore) per interventi in macro-calamità caratterizzata da tempi di spostamento più lunghi per la presenza di mezzi pesanti, unità specializzate nella logistica per l'assistenza alle popolazioni, il ripristino delle utenze, assistenza sanitaria di secondo livello, ecc.

Si riporta in allegato un ipotesi di configurazione, completa di dotazioni di uomini e mezzi.

 

NOTA FINALE

Per una corretta gestione delle colonne mobili andranno inoltre definiti i seguenti punti:

  • utilizzo frequenze radio;
  • procedure di attivazione nelle emergenze di tipo "C" da parte del Dipartimento della Protezione Civile;
  • aspetti giuridici vari.

 

PROPOSTA DI COLONNA Modulo provinciale

N° 60/70 Volontari con le seguenti specializzazioni :

  • telecomunicazioni;
  • Unità cinofile di soccorso;
  • Sub;
  • Soccorso Alpino;
  • Gruppi Tecnico ingegneristici;
  • Pronto Soccorso Sanitario;
  • Socio assistenziale;
  • Antincendio Boschivo;
  • Logistica (cuoco, elettricista, falegname ecc. );
  • Segreteria;
  • Tecnico operativo;
  • Vigilanza in genere (monitoraggio aereo, ambiente, ecc. )

 

MEZZI E DOTAZIONE

  1. N. 1 fuoristrada attrezzato;
  2. N. 1 container per segreteria completo di attrezzature uso ufficio e radio;
  3. N. 1 ambulanza;
  4. N. 1 autocarro fuoristrada polivalente da 35 p.li ;
  5. N. 1 container officina ;
  6. N. 1 container magazzino ;
  7. N. 1 container uso cucina completo di relativa attrezzatura per 200-250 pasti ;
  8. N. 2 container uso servizi igienici (8 box bagno/ doccia) ;
  9. N. 1 tendone automontante uso mensa, completo di tavoli, sedie, riscaldamento, brande, compressore ed impianto elettrico ;
  10. N. 4 tende automontanti da 10 posti (modulari) complete di riscaldamento, brande, compressore ed impianto elettrico;
  11. N.4 roulotte da 4 posti letto ;
  12. N. 1 generatore di corrente silenziato da 40 KW ;
  13. N. 1 torre faro da 12 KW carrabile su strada ;
  14. N. 2 mezzi antincendio boschivo ;
  15. N. 1 carrello rimorchio ;
  16. N. 5 motopompe per scantinati ;
  17. N. 1 motopompa carrellata da 80 lt/sec. ;
  18. N 1 pulmino trasportapersone .

 

IPOTESI COLONNA MOBILE REGIONALE

COLONNA PROVINCIALE PER N. PROVINCE INTEGRATA CON LA SEGUENTE DOTAZIONE

  • N. 3 autocarri polivalenti da 35 quintali ;
  • N. 3 sale radio complete di attrezzature istallati su mezzi mobili ;
  • N. 3 cisterne acqua potabile da 2500/5000 litri ;
  • N. 3 gommoni ;
  • N. 1 tendone automontante per animazione o punto di incontro complete di riscaldamento e impianto elettrico.

Inoltre nel caso di assistenza alla popolazione, ogni Regione dovrà prevedere moduli per capi di soccorso da circa 250 posti con le seguenti caratteristiche:

  • tende ministeriali per 250 posti letto;
  • impianto elettrico e riscaldamento campo;
  • N. 4 blocchi igienici/doccia;
  • N. 1 postazione medica avanzata formata da N. 3 tende automontanti;
  • N. 1 container medico;
  • N. 1 container socioassistenziale;
  • N. 1 container servizi generali;
  • N. 2 autoambulanze;

Per il trasporto delle attrezzature è necessaria della stipula di apposite convenzioni con aziende pubbliche e/o private.


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