Ogni cittadino deve conoscere quali sono i rischi che incombono sul suo territorio e sapere, di conseguenza, come reagire in caso di calamità, contribuendo direttamente a limitare i danni, iniziando dalla sua personale salvaguardia. Il cittadino deve in sostanza essere "parte attiva" e non più "passiva" di protezione civile.

Tra i rischi, quello considerato il più grave e il maggiormente temuto è sicuramente quello sismico. Questo sia per le ampie porzioni di territorio e di popolazione coinvolte, sia per l'imprevedibilità del terremoto e la scarsa resistenza alle scosse della maggior parte degli edifici esistenti.
Altro rischio ampiamente diffuso, per la peculiarietà del nostro territorio, sono i fenomeni idreogeologici (frane ed inondazioni); infatti se solo per un terzo del Paese si può parlare di "alto rischio", in pratica il "medio dissesto idrogeologico" è presente praticamente ovunque. Soprattutto a causa dell'abbandono in cui versano i corsi d'acqua.
Pur se limitati principalmente al periodo estivo, gli incendi boschivi rappresentano un'altra piaga del nostro Paese. Ed è forse proprio osservando questo tipo di incendi e studiandone le cause quasi sempre dolose che ci rendiamo conto della grande mancanza di coscienza ecologica, di amore per il territorio, di cultura di protezione civile.

Se consideriamo il settore industriale la convivenza con impianti a rischio viene considerata quasi naturale; al punto che il Dipartimento di Protezione Civile ha preparato e diffuso alle prefetture, le linee guida per la stesura dei piani emergenza, nonché quelle per l'informazione alla popolazione, di competenza dei sindaci.
Ancora, il rischio vulcanico, che pur limitato sul territorio e con caratteristiche diverse da quelo sismico per la sua prevedibilità interessa anch'esso una consistente parte della popolazione se si pensa agli interi paesi situati alle pendici del Vesuvio, all'area dei Campi Flegrei, all'Etna, alle Eolie.
Ma i possibili rischi non finiscono qui, dobbiamo prendere in esame anche quello "nucleare", legato sia alla presenza di centrali estere, che ci interessa solo di riflesso, ma anche al trasporto nel nostro Paese di sostanze pericolose; ed infine, quello sanitario.

 

... le situazioni di rischio

... le norme di comportamento

 

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